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Idee

“Zingaretti fermi campagna acquisti. Per dialogare con noi serve discontinuità”

Stefano Parisi, portavoce del centrodestra in regione e leader di Energie per l’Italia. Come cambia la geografia in consiglio regionale dopo l’apertura di due consiglieri del gruppo misto alla maggioranza?
«All’inizio della legislatura c’è stato un evidente supporto a Zingaretti da parte dei Cinque stelle e di Pirozzi, che hanno votato a favore di tutti i provvedimenti della giunta. Pare che adesso ci sia un cambiamento, al quale non saprei che valenza politica dare, con due consiglieri del centrodestra che stanno passando con la maggioranza di centrosinistra».
Cosa ci vede di strano, rispetto a una normale dialettica consiliare?
«Mi sembra un chiaro cambiamento: Zingaretti era partito con il “modello Lazio”, con la capacità di riunire a sinistra e lanciare  così la candidatura a segretario del Pd. Oggi sta diventando un semplice trasferimento di due transfughi: se questo è il modello Lazio, auguri».
Ritiene che la giunta si stia allontanando dai Cinque stelle?
«Fino a pochi giorni fa sembrava che Zingaretti stesse un po’ inseguendo il M5S, dalla norma sui riders a quella sui vitalizi. Oggi si è accorto, dopo alcune uscite come la legge sui vaccini e la tav, che averli in maggioranza è più difficile».
Questo cosa cambia, nei rapporti con il centrodestra?
«Se la giunta regionale del Lazio ragiona in una logica di acquisizione di consiglieri, seguendo quell’abitudine al trasformismo che allontana tante persone dalla politica, noi non ci stiamo. Qui ci sono delle grandi questioni di fondo: sanità, trasporti, rifiuti, infrastrutture, lavoro».
Su questi temi il dialogo è possibile?
«Se Zingaretti vuole ragionare con l’opposizione per capire come portare il Lazio fuori da queste situazioni di crisi, noi siamo disponibili. Ma serve discontinuità, ossia deve rinunciare alle politiche portate avanti negli ultimi cinque anni, per trovare una vera condivisione con noi».
Il centrodestra del Lazio reggerà di fronte alle dinamiche nazionali e all’alleanza gialloverde al Governo?
«C’è una forte compattezza, anche da parte di Lega e Fratelli d’Italia, sulla linea della nostra coalizione, che nel Lazio non ha vinto, per un pugno di voti, solo perché c’è stato un candidato di centrodestra che ha fatto vincere Zingaretti. Non vedo alcun riverbero delle tensioni nazionali: c’è una netta distinzione tra quello che fa la Lega e ciò che fanno i Cinque stelle. Non c’è nessuna ombra, qui, dell’alleanza a livello nazionale che, come noto, mi auguro duri poco».
(Tratto da Il Messaggero, intervista di Fabio Rossi)

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