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Per un’Italia liberale e popolare

L’Italia non è un Paese finito. Abbiamo una grande e diffusa creatività imprenditoriale, lavoratori straordinariamente capaci, famiglie responsabili e lungimiranti, persone che si mettono in gioco per il loro prossimo e per il bene di tutti.

L’Italia non è un Paese finito. Da troppo tempo però la politica italiana si nutre di illusioni: l’illusione che la crescita si faccia indebitando i nostri figli; l’illusione che la solidarietà basti a garantire l’integrazione; l’illusione che basti lamentarsi dell’Europa perché l’Europa cambi; l’illusione che un leader che distribuisce ottimismo basti a far ripartire il Paese.

L’Italia non è un Paese finito. Ma è un Paese in crisi profonda, che in nove anni ha perso un quarto della sua produzione industriale, un Paese incapace di attirare cervelli e capitali, un Paese dove quote sempre più rilevanti della popolazione hanno perso la speranza e l’entusiasmo del futuro.

L’Italia non è un Paese finito. La sua crisi non è irreversibile. Ma bisogna cominciare col dirsi la verità. Bisogna liberare le energie della società dalle logiche burocratiche dello Stato centralista. Bisogna rivalutare la ricchezza delle persone che “fanno” nelle loro istituzioni naturali – famiglia, comunità, associazioni – e farne il primo baluardo contro quei processi di disgregazione sociale che accompagnano i travolgenti processi, in sé positivi, dell’innovazione. Ma la condizione essenziale per avviare una grande ripresa di fiducia entro la società italiana è far partire, dopo tanti tentativi andati a vuoto, la riforma dello Stato: passare dalla mentalità persecutiva al controllo per obiettivi, dalle logiche propagandistiche a scelte di modernizzazione di lunga durata, dall’uso delle risorse per mantenere un sistema obsoleto a un reale taglio della pressione fiscale, dall’ottica neocentralista (sempre con annessa politica delle mance) a una revisione efficiente e sussidiaria del decentramento.

L’Italia del futuro va ricostruita dalle fondamenta, con soluzioni nuove, basate su alcuni obiettivi di fondo:

 

  • Un approccio pragmatico e non ipocrita al tema dell’immigrazione, basato su logiche di lungo periodo e sull’attribuzione di diritti in cambio del rispetto della legalità.
  • Una strategia per la sicurezza nazionale, fondata sul contrasto alla minaccia del terrorismo e alla criminalità.
  • Una difesa inflessibile delle libertà economiche, che si opponga con decisione a statalismi vecchi e nuovi.
  • Una politica economica fondata sulla convinzione che siano gli investimenti privati, e non la spesa pubblica, a generare vera crescita e vera occupazione.
  • Una pubblica amministrazione semplice e digitale, che riduca il suo perimetro di azione a favore del privato.
  • Un sistema fiscale semplice, trasparente e non oppressivo, che dia la percezione ai contribuenti del valore delle tasse pagate.
  • Un welfare efficiente, che si occupi davvero dei più deboli e che faccia perno sul privato sociale.
  • Un sistema educativo che tuteli e valorizzi le scuole paritarie come perno della libertà di scelta.
  • Un cambio di paradigma sulla cultura, che ne garantisca la libertà nei contenuti e l’efficienza - e l’indipendenza dalla politica - nella gestione.

È da queste premesse che nasce Energie PER l’Italia: una comunità politica liberale, popolare, riformista e federalista, nata con l’obiettivo di rigenerare il centrodestra per governare il Paese con un programma radicale, serio, innovativo ed efficace.

Non siamo un partito e non siamo contro i partiti: accogliamo persone, associazioni e comunità che condividono valori, idee o proposte con noi. Siamo organizzati in circoli autonomi, aperti e inclusivi, presenti su tutto il territorio italiano e in costante aumento. Vivi quest’avventura con noi: scrivici test@stefanoparisi.it

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