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università

Perché l’Europa deve finanziare la ricerca?

La scienza non conosce frontiere e si nutre esclusivamente di eccellenza. L’attività scientifica è rischiosa ed ha bisogno di talenti, i quali a loro volta hanno bisogno di infrastrutture di ricerca di qualità. I progetti di ricerca sono sempre più pluridisciplinari e onerosi, e richiedono la compartecipazione di una grande varietà di attori. Immettere un nuovo farmaco sul mercato, ad esempio, può costare oltre un miliardo di euro, ed alla fine e solo 1 delle 10,000 molecole esaminate per curare una data malattia arriva al traguardo, ma questo solo dopo 10-12 anni di sperimentazione. Solo l’Europa unita è in grado di generare la massa critica necessaria per competere con gli altri grandi paesi industrializzati sul piano della ricerca e innovazione. Con una dotazione di circa 80 miliardi di...

Cultura, Università, Pubblica Amministrazione

Per il rilancio del patrimonio culturale in Italia Concedere la gestione complessiva della massima parte dei siti culturali italiani a soggetti privati, lucrativi e onlus. In tal modo si può dare attuazione all’art. 57-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede la possibilità di concedere l’uso dei beni culturali a terzi mediante concessione, pur mantenendo la proprietà degli stessi beni in capo allo Stato o agli altri enti pubblici territoriali (Regioni, province e comuni). Lo Stato e gli enti pubblici territoriali non hanno né risorse finanziarie né capacità gestionali tali da riuscire a garantire ottimali livelli di qualità di tutti gli istituti e luoghi della cultura. Lo stato di abbandono di molti luoghi pubblici e lo scarso rendimento economico ne sono la testimoni...

La scienza e la società

Tutto il XX secolo si è concentrato nell’applicazione dell’Illuminismo e dello scientismo al sociale. L’idea che la ragione e la scienza potessero essere applicate ai problemi della convivenza sociale ha percorso l’intero secolo , culminando nelle socialdemocrazie e nell’idea di Welfare State. Nei secoli precedenti la scienza era applicata esclusivamente ai fenomeni fisici ed il governo si interessava solo alle condizioni materiali del popolo. Il XX secolo ha prodotto un corpo solido, esteso e spesso anche efficace di teorie e di pratiche, applicate al sociale. Psicologia, sociologia, pedagogia (le scienza sociali) hanno reso la vita e la convivenza umana progressivamente migliori. Un secolo di scienze sociali ha registrato teorie e confutazioni, dibattiti e c...

Perché non creare la Camera dell'Arte?

Mi vorrei ricollegare alla proposta di Emanuele Beluffi: creare a Milano la Camera dell’Arte (e del Design?, e della Cultura?…per ora la chiamo solo dell’Arte), a modello della Camera della Moda Italiana. Credo infatti sia necessario un punto di riferimento che disciplini, coordini e promuova lo sviluppo dell’arte contemporanea, proponendosi di tutelare e potenziare la diffusione della cultura e dell’arte, sia in Italia, sia all’estero. La Camera dell’Arte dovrà essere il punto di riferimento e l’interlocutore privilegiato per tutte quelle iniziative volte a valorizzare e a promuovere l’arte. È importante che vi sia un organismo in grado di raccogliere e far dialogare tutti gli interlocutori in gioco: gli artisti, i musei, le fondazioni private, le gallerie, le fiere, le agenzi...

Perché non dare più visibilità agli scienziati?

Analisi del bisogno: è indispensabile che i cittadini siano consapevoli e a conoscenza dei fatti scientifici salienti. Devono conoscere le implicazioni a livello planetario delle azioni che l’uomo intraprende. Una conoscenza ambientale mirata a mettere in luce quali sono i rischi e le opportunità di certi comportamenti. La mancanza di conoscenze scientifiche o perlomeno dei loro effetti è deleteria. Può provocare una serie di comportamenti, anche inconsapevoli, lesivi dell’ambiente e delle condizioni di vita per tutta la comunità. Si devono anche tener presenti le ripercussioni a livello sociale e morale che possono comportare le innovazioni della scienza. Ciò che non si comprende non può nemmeno essere amato. L’opinione pubblica diviene uno strumento manipolabile da chiunque che, di front...

Sulla ricerca scientifica

Premessa La conoscenza è un bene in sé e prima o poi i risultati dell’attività di ricerca troveranno uno sbocco nel migliorare la qualità della vita. La tecnologia procura benessere alla popolazione ed è quindi necessario innovare e sostenere la produzione di beni in cambio di profitti. L’elemento più importante è il tempo: il lungo periodo per i ricercatori, il breve o medio periodo per le imprese. Lo Stato si dovrebbe far carico dei tempi lunghi, i privati di quelli brevi. Quello che accade nei paesi anglosassoni, dove la scienza fa parte della cultura -è essa stessa cultura- è che la ricerca viene considerata un bene comune e condiviso e i ricercatori sono dei benemeriti. Inoltre c’è un interscambio fruttuoso tra accademia e impresa e i ricercatori migliori fanno da consulenti di grandi...

Metodi per liberare la cultura

La cultura è un rapporto fra produttore e consumatore e non ha colori politici. Se da un lato lo Stato non deve intervenire per fare cultura, dall’altro può porre le condizioni per la libera attivazione di ogni produzione culturale, sia privata che di interesse nazionale. Le sovvenzioni sono dannose perché sacrificano la qualità, hanno carattere esclusivo e non hanno come obiettivo il profitto (risultato: produzioni inutili). Le politiche culturali devono quindi essere inclusive. L’obiettivo di una politica culturale innovativa e di lungo periodo non è la democratizzazione del consumo culturale o il suo accrescimento quantitativo, ma la massimizzazione della qualità, che si ottiene attraverso le risorse del settore privato (il mondo produttivo: industria, moda, aziende creditizie) co...

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