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terrorismo

Torino: della sicurezza si occupino gli esperti!

  Le scene di panico della folla, che scappa a gambe levate dalla piazza centrale di Torino, hanno fatto il giro del mondo. Nonostante non fossero in corso nè attentati nè attacchi terroristici, il numero dei feriti (anche gravi) che si è registrato ha avuto sin da subito le parvenze di un bollettino di guerra. 1.500 feriti. Incredibile. 1.500 persone rimaste ferite a seguito di un evento, sicuramente critico, ma non emergenziale, che poteva e doveva essere previsto dalle autorità e dai dirigenti a cui era deputato il compito di garantire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione. C’è poco da dire, ma quel poco va detto chiaramente, anche a costo di essere banali o di risultare impopolari. In questi casi occorre essere assolutamente obiettivi, freddi, oggettivi e razional...

Intervista a tutto campo: il Paese (e la politica) che vogliamo!

Ecco lo straordinario intervento a tutto campo di Stefano Parisi nel forum a Il Tempo «Nel mio centrodestra non c’è posto per i poltronisti» Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, crede possa esistere un nuovo centrodestra? E, se sì, quale potrebbe essere il suo contributo? «Il centrodestra può rinascere solo se ricostruisce il rapporto col suo popolo. In questi anni sono stati persi più di dieci milioni di voti. La gran parte di questi si è rifugiata nel MoVimento 5 Stelle, che è il lascito principale di vent’anni di maggioritario. Si è dato spazio a un partito che interpreta solamente la rabbia, e lo si è fatto perché è mancata la politica. Allora la prima sfida diventa proprio quella di ricostruire la politica». Come si traduce in concreto questa formula? «Bis...

Intervista a L'Indro. Stefano Parisi su terrorismo, immigrazione e sicurezza

di Claudio Bertolotti – L’Indro Per ‘L’Indro’, discutono di terrorismo, immigrazione e sicurezza, Stefano Parisi, fondatore di Energie per l’Italia, il movimento politico aperto a chi vuole un centrodestra rinnovato che si propone come alternativa alla sinistra e ai movimenti populisti, e Claudio Bertolotti, sociologo dell’Islam e analista strategico per ITSTIME, esperto di terrorismo, Medio Oriente e Nord Africa. Un dialogo aperto e senza censure, iniziato da Claudio Bertolotti che ha deciso di andare oltre l’esprimere una propria opinione, per confrontarsi apertamente e in maniera diretta con Stefano Parisi. L’obiettivo è di trovare una visione comune, strade percorribili che possano dare risposte concrete a un pericolo che chiama in causa istituzioni e politica. Iniziamo da ...

Manchester: effetti del terrorismo islamico

Il terrorismo islamico è la manifestazione violenta del radicalismo strisciante e incontrastato che si sta radicando in Europa. E' una minaccia concreta alla sicurezza dei cittadini italiani ed europei tanto maggiore quanto è più alta la presenza di immigrati di seconda e terza generazione.

Serve un piano di Difesa Civile Nazionale

Se per le situazioni di “emergenza” (situazione ordinaria) esistono piani integrati, la stessa cosa non si può dire per le “crisi” (situazione eccezionale): a fronte di minacce crescenti la Difesa Civile Nazionale è oggi più che mai essenziale. Ma chiariamo subito, la Difesa Civile non è la Protezione Civile. Le situazioni di “crisi” – attacchi terroristici di rilevante entità, pandemie, flussi migratori di massa, incidenti nucleari e radiologici, attacchi cibernetici a infrastrutture strategiche integrate, ecc.. – sono potenziali minacce che mettono in discussione la sicurezza dello Stato e della Nazione; tali minacce sono tematiche di Difesa Civile che rendono necessaria l’adozione di strumenti per garantire la continuità dell’azione di governo, ...

Europa e Islam: creare cittadini, non fedeli

L’Europa oggi si confronta con un Islam – talvolta radicale e violento – che le cresce dentro. Se, come molti sostengono, l’islamismo radicale rappresenta il fallimento delle tipologie di integrazione vigenti nei vari paesi, è però possibile trovare una risposta politica comune ed efficace. Una risposta comune che deve basarsi sulla volontà politica di non commettere l’errore fatto dal dittatore Tito nella Jugoslavia del secondo dopoguerra; un errore di cui ancora oggi noi paghiamo conseguenze che si concretizzano in un crescente fondamentalismo islamico balcanico. Tito creò, al fianco delle nazionalità croata, serba, slovena, macedone, ecc.. anche quella dei musulmani, andando così a sradicare dalle comunità di appartenenza su base linguistica, culturale ed etnica, individui e...

Islam politico radicale: non sottovalutiamolo

Dare spazio in ambito istituzionale all’Islam politico è un grave errore poiché legittima un soggetto pericolosamente fondamentalista ma che non ha un ruolo rilevante sul complesso della comunità musulmana (in Italia), né influenza rilevabile sui suoi aderenti. Piuttosto, nelle relazioni con le nostre istituzioni e soprattutto quando si tratta di scendere nell’arena politica, l’identità dei fedeli musulmani – inclusi gli italiani convertiti o le seconde, terze generazioni – così come degli immigrati, dovrebbe essere legata alla sola nazionalità. Con ciò non voglio dire che non si debba dialogare con associazioni o movimenti che rappresentano la comunità islamica – o una sua parte – in quanto realtà religiosa. Tali associazioni non devono però essere investite di un ruolo istituzionale che ...

Italia ed Europa contro terrorismo e radicalismo

L’attacco terroristico all’aeroporto di Orly, dopo quelli di Berlino, Parigi, Bruxelles e altri ancora, è un attacco all’Europa. Un terrorismo frutto di un crescente radicalismo islamico che può essere contrastato solo armonizzando leggi e approcci a livello europeo e nazionale. Senza tuttavia dimenticare l’importante ruolo della collettività nella sua dimensione locale, attraverso il coinvolgimento di sindaci, associazioni e comitati cittadini. È ad esempio già accaduto che nostri concittadini musulmani particolarmente attenti, abbiano segnalato alle autorità situazioni di radicalismo. Per poter operare con efficacia sono però necessari gli strumenti. E gli strumenti funzionano se i servizi di intelligence e le forze di polizia hanno sufficienti risorse umane e mat...

Terrorismo e immigrazione: prevenire i legami

Il terrorismo islamico non conosce frontiere, né limiti morali; e l’ immigrazione clandestina incontrollata ne aumenta il pericolo. Non mancano i rischi di infiltrazioni terroristiche nell’ immigrazione clandestina, ed è confermata una connessione tra criminalità e terrorismo. Questo è quanto conferma la “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” presentata a febbraio dai nostri servizi intelligence al Parlamento. I fatti di Berlino dello scorso dicembre, conclusi con l’uccisione in Italia del terrorista tunisino Anis Amri, evidenziano ancora una volta come il nuovo terrorismo insurrezionale dei “lupi solitari” e delle cellule ispirate da una regia internazionale, sia capace di imporre in Europa tecniche di combattimento sviluppate nella gue...

Terrorismo islamico e radicalismo: prima garantire la sicurezza dei cittadini

Terrorismo islamico e radicalismo sono una minaccia per la sicurezza. Gli attacchi del terrorismo islamico di Berlino, Parigi, Bruxelles, e altri ancora, sommano paura alla paura e mettono in crisi le istituzioni, nazionali ed europee: Italia inclusa. In primo luogo dobbiamo considerare il terrorismo per quello che è: “terrorismo islamico” che sfrutta la religione come giustificazione e lo fa attraverso una visione radicale dell’Islam. Tale visione deve essere in primo luogo rifiutata pubblicalmente e formalmente dalle comunità di musulmani in Italia e in Europa. Dobbiamo poi concentrarci su una soluzione che parta dalle sue cause e non limitarci a reagire agli attacchi: è una minaccia diretta alla nostra sicurezza che si alimenta di conflittualità sul piano sociale europeo e paga gl...

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