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Finanziaria: aumentano le tasse, cresce il debito pubblico

La disoccupazione giovanile continua a crescere. Oggi l’Istat dice che è al 35,7% e quella generale, invece, rimane stabile all’11,1%. Malgrado tutto il governo continua a mettere la testa sotto la sabbia. La manovra che approda al Senato è finanziata quasi interamente a deficit e con nuove tasse. I tagli alla spesa improduttiva vengono rimandati a domani. E’ vero, ci sono le decontribuzioni per i minori di 35 anni, ma al ministero dell’economia si stanno specializzando nel dare poco oggi per togliere, tanto, domani. Chi troverà lavoro, e si spera siano in molti, dovrà pagare il debito pubblico. Una massa che continua a crescere e pesare come un macigno sull’economia del Paese. Il debito pubblico non è una cosa astratta, lo vediamo con le tasse, che tagliano c...

Una crescita impercettibile: la solita ripresina

La moderata crescita degli occupati in agosto si conferma come conseguenza di una ripresina trainata dalla domanda estera del commercio globale e del turismo. Permangono tuttavia i differenziali con i principali Paesi europei e declinano gli uomini, gli occupati tra 34 e 49 anni con carichi familiari, gli indipendenti. Prosegue l’invecchiamento dell’occupazione e la difficoltà dei giovani ad un precoce inserimento. Il mercato del lavoro italiano continua a soffrire di rigidità regolatorie, elevati oneri fiscali, insufficienti e inefficaci investimenti educativi e formativi. Esso rimane quindi rattrappito. La fotografia della situazione economica del Paese fatta dal nostro Maurizio Sacconi descrive perfettamente la situazione in cui versa l’Italia. La crescita è minima e s...

Flat Tax al 25%, com'è andato il nostro convegno a Milano

In una società che sa recuperare il senso della comunità, ricchezza e benessere vanno promossi non tartassati: è il messaggio che arriva dal convegno sulla Flat Tax organizzato da Energie per l’Italia a Milano. Nel corso della giornata di studi si è discusso della proposta avanzata dall’Istituto Bruno Leoni di una “flat tax”, una tassa con aliquota fissa al 25 per cento per tutte le grandi imposte del fisco italiano. “L’Italia ha bisogno di meno progressività nelle tasse e di un sistema fiscale nuovo, che promuova in generale la ricchezza,” ha detto il leader di Epi, Stefano Parisi, “un fisco che promuova il benessere. L’esatto opposto di quello che ha fatto la sinistra, che tassa qualsiasi capacità di ricchezza nel Paese, per finanziarie una amministrazione p...

La sinistra che abbassa le tasse

“Abbassare le tasse in Italia non è né di sinistra né di destra, ma è semplicemente giusto, perché si è arrivati ad un livello pazzesco”, disse Matteo Renzi, in versione Dr Jekyll, un paio di anni fa. A interpretare la parte di Mr Hyde, nel tragicomico spettacolo della finanza pubblica italiana, ci pensa oggi Paolo Gentiloni con la cosiddetta manovrina di primavera, chiesta dalla Ue per riequilibrare di 3.4 miliardi i nostri conti pubblici. Andiamo subito al sodo: Aumenta l’aliquota IVA ordinaria, dal 22% al 25% nel 2018, per poi passare al 25.4% nel 2019, al 24.9% nel 2020, e tornare al 25% nel 2021. Aumenta l’aliquota IVA agevolata, dal 10% all’11.5%. Aumenta, sia pure nel 2019 e non già dall’anno prossimo, l’aliquota dell’accisa sulla benzina, di un valore tale da generare m...

Per il lavoro non servono incentivi, ma decisioni

L’Italia il Paese degli incentivi. Ve ne sono di tutti i generi: crediti d’imposta per la cultura, incentivi per l’assunzione delle categorie svantaggiate, decontribuzione per il lavoro dei giovani residenti nel Mezzogiorno, sgravi che le imprese che esportano etc… Si tratta di misure talmente numerose, seppure di esiguo importo, da sfuggire ad ogni tentativo di censimento che pure le amministrazioni pubbliche, invero senza troppo impegno, hanno provato negli anni. Giocoforza, in pochi sono informati di questa miriade di micro-opportunità che, tra l’altro, anche quando conosciute, spesso risultano burocraticamente inaccessibili. Non a caso, Confindustria, almeno una volta all’anno, chiede al Governo di sacrificare questa “coriandolizzazione” degli aiuti economici per finanziare con il rica...

La ripresa dell'Italia dipende dal settore industriale

Gli ultimi vent’anni hanno visto un’impennata della capacità produttiva delle aziende grazie alle continue innovazioni tecnologiche. Si è proceduto ad una grande automatizzazione con l’immissione dei robot nel processo produttivo che, oltre ad elevare le quantità, hanno notevolmente incrementato la qualità dei prodotti. Una continua guerra di concorrenza è stata generata anche dall’apertura di nuovi mercati produttivi nell’Est Europeo e nell’Estremo Oriente. Paesi come Cina e India, un tempo clienti, si sono con il trascorrere del tempo trasformati in concorrenti. É necessaria ormai una politica che ponga grande attenzione alla crescita delle nostre industrie affinché esse siano sempre più forti e competitive. Il processo di globalizzazione ha accentuato il rischio del monopolio industrial...

Sul taglio dell’Irap per imprese e professionisti

La recente crisi ha riportato alla ribalta il tema della tassazione delle imprese e, conseguentemente, è stata ipotizzata l’abolizione dell’Irap o una sua riduzione. È noto che l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, introdotta nel 1997 come tributo regionale per il finanziamento della spesa sanitaria, si basa sull’esercizio abituale di un’attività diretta alla produzione o allo scambio di beni e alla prestazione di servizi. I soggetti passivi dell’imposta sono imprenditori individuali, società, enti commerciali e non commerciali, esercenti arti e professioni, Amministrazioni pubbliche, enti e società non residenti per la parte del valore aggiunto prodotta sul territorio nazionale. La sua base imponibile originaria era costituita (ora non più come si dirà innanzi) dal valore aggiunt...

Per il lavoro non servono incentivi, ma decisioni

L’Italia, il Paese degli incentivi Ve ne sono di tutti i generi: crediti d’imposta per la cultura, incentivi per l’assunzione delle categorie svantaggiate, decontribuzione per il lavoro dei giovani residenti nel Mezzogiorno, sgravi che le imprese che esportano etc… Si tratta di misure talmente numerose, seppure di esiguo importo, da sfuggire ad ogni tentativo di censimento che pure le amministrazioni pubbliche, invero senza troppo impegno, hanno provato negli anni. Giocoforza, in pochi sono informati di questa miriade di micro-opportunità che, tra l’altro, anche quando conosciute, spesso risultano burocraticamente inaccessibili. Non a caso, Confindustria, almeno una volta all’anno, chiede al Governo di sacrificare questa “coriandolizzazione” degli aiuti economici per finanziare con il rica...

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