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riforma costituzionale

Noè, la Costituzione e la fila per l’imbarco dei poteri italiani

di Salvatore Domenico Zannino Fuori piove. Piove e tira vento. È dai primi anni 90 per la verità, da quando sotto le macerie del muro di Berlino vi rimase anche la c.d. Prima Repubblica. Allora tangentopoli e la finanziaria del governo Amato da novantamila miliardi, con tanto di prelievo sui conti correnti, segnalarono rumorosamente agli italiani che un’epoca si era chiusa ed avrebbero dovuto ripensare il loro patto fondamentale. Le regole profonde su cui ricostruire la loro comunità. Non lo facemmo, quello che rimaneva del potere politico provò solo a sostituire chi c’era prima e, ad ondate successive, i più improbabili salvatori della patria si sono abbattuti su questo povero Paese. Oggi i Cinque Stelle, ieri la Lega (chi preferisce ci metta pure Berlusconi e la sua “cacciata dei p...

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