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pubblico privato

PRIVATIZZARE LA CULTURA? MA ANCHE SÌ

“Quando salite in macchina, vi sentite in ansia perché l’ha costruita un’azienda privata? Quando andate al cinema inorridite al pensiero che il film della Walt Disney che state vedendo è stato pagato da un produttore privato e proiettato in un multisala privato?“ E ancora: “Trovate preoccupante che Dante, Omero, Shakespeare, Leopardi, D’Annunzio, Calvino, non siano tutelati da un ente pubblico ma siano diffusi, pubblicati, ripubblicati da industrie editoriali private come Mondadori, Garzanti, Rizzoli?” È il gemello diverso, diversissimo, di Tommaso Montanari, nel senso che anche lui è storico dell’arte e non è uno che le manda a dire, ma a differenza della superstar del ceto medio riflessivo, Luca Nannipieri afferma che la sola via per salvar...

Cultura motore dell'Italia

Cultura e Economia Il sistema produttivo culturale e creativo fatto da imprese, PA e non profit genera 89,7 miliardi di euro e coinvolge altri settori dell’economia arrivando a muovere nell’insieme 249,8 miliardi, equivalenti al 17% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche da quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (il 6,1% del totale degli occupati in Italia). E se nel periodo 2011/2015 la crisi si è fatta sentire incidendo in negativo su valore aggiunto e occupati del Paese, rispettivamente con...

Valorizzazione delle conoscenze

Credo che la politica debba riappropriarsi dell’etica dell’azione disinteressata, poiché ritengo che sia l’unica etica da professare per arginare il dilagare dei populismi che, in un momento socio economico come quello attuale, rischiano di dividere così tanto la società da frantumarne irrimediabilmente il tessuto. La situazione sociale, di fronte a fenomeni congiunturali come l’immigrazione e la crisi economica, senza un rinnovato slancio etico, non sarà gestibile con le strategie populiste, buone solo a convogliare le masse e ad imbrigliarne le forze nel breve periodo. In tale ottica, la Cultura non potrà non essere la solida impalcatura sulla quale innestare le proposte economiche, quelle socio-assistenziali, quelle della sicurezza interna ed internazionale e la pacificazione sociale. U...

Marketing della cultura e territorialità

La cultura appartiene a quello che gli economisti definiscono un “bene di merito”, cioè fa parte di quei beni la cui produzione genera sistematicamente esternalità positive, o ritenute  tali dalla collettività. La cultura genera con la sua diffusione, cioè, vantaggi a tutta la collettività, e l’abitudine alla cultura crea dipendenza, produce, in chi la consuma, sempre nuovi e imprevedibili bisogni. E’ perciò compito del marketing della cultura non solo rispondere ai bisogni espressi dalla clientela, ma indurre bisogni che non sono percepiti, o che sono mal percepiti. Chi fa marketing della cultura non può così impostare le proprie politiche sulle richieste della “maggioranza” dei clienti, sui trend del mercato, ma deve lavorare sulla vocazione specifica dell’operatore e sui valori da affer...

Cultura, Università, Pubblica Amministrazione

Per il rilancio del patrimonio culturale in Italia Concedere la gestione complessiva della massima parte dei siti culturali italiani a soggetti privati, lucrativi e onlus. In tal modo si può dare attuazione all’art. 57-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede la possibilità di concedere l’uso dei beni culturali a terzi mediante concessione, pur mantenendo la proprietà degli stessi beni in capo allo Stato o agli altri enti pubblici territoriali (Regioni, province e comuni). Lo Stato e gli enti pubblici territoriali non hanno né risorse finanziarie né capacità gestionali tali da riuscire a garantire ottimali livelli di qualità di tutti gli istituti e luoghi della cultura. Lo stato di abbandono di molti luoghi pubblici e lo scarso rendimento economico ne sono la testimoni...

Idee PER tornare a produrre cultura

L’Italia deve tornare ad essere un luogo di produzione culturale, oltre che di tradizione e conservazione. La cultura serve a valorizzare le nostre radici, perché custodire è civiltà: bisogna quindi  salvaguardare la nostra civiltà, base dell’integrazione con le altre culture (capirle e farsi capire). La civiltà occidentale affonda da secoli nelle radici giudaico-cristiane che hanno plasmato l’individuo come persona libera in quanto soggetto autonomo dotato del libero arbitrio, in grado di decidere della sua vita e del suo destino e rispettoso al tempo stesso della vita dell’altro come prossimo. Autonomia della persona, senso di responsabilità, rispetto per la vita propria e altrui sono i valori che ci distinguono dalle altre civiltà.  I valori della persona libera e le virtù civili ...

Metodi per liberare la cultura

La cultura è un rapporto fra produttore e consumatore e non ha colori politici. Se da un lato lo Stato non deve intervenire per fare cultura, dall’altro può porre le condizioni per la libera attivazione di ogni produzione culturale, sia privata che di interesse nazionale. Le sovvenzioni sono dannose perché sacrificano la qualità, hanno carattere esclusivo e non hanno come obiettivo il profitto (risultato: produzioni inutili). Le politiche culturali devono quindi essere inclusive. L’obiettivo di una politica culturale innovativa e di lungo periodo non è la democratizzazione del consumo culturale o il suo accrescimento quantitativo, ma la massimizzazione della qualità, che si ottiene attraverso le risorse del settore privato (il mondo produttivo: industria, moda, aziende creditizie) co...

Monitorare le best practice nella cultura

Premessa La società italiana è più meritevole del suo ceto politico e dirigenziale. Il Paese è imbrigliato e sono necessarie profonde riforme per affrontare le sfide presenti e quelle che ci attendono. Occorre lavorare su obiettivi di medio e lungo periodo favorendo un virtuoso ricambio tra società e classe dirigente. Individuare le migliori pratiche è possibile e metterle in atto è il nostro compito. Attraverso il nostro lavoro si libereranno le energie dell’Italia. Quale approccio adottare? Si deve passare attraverso un portentoso lavoro di ascolto e di sintesi. Ascoltare ed osservare direttamente la società stabilirà un nuovo tipo di legame tra rappresentati e rappresentanti e porterà consenso in tempi rapidi. Obiettivo Viste le necessità politiche, serve formulare in tempi ristretti le...

I privati e la cultura

La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico in Italia assumono centrale rilevanza e un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese stesso. In questi anni è documentabile la crescita della consapevolezza di buona parte dei cittadini di quanto sia essenziale conservare, conoscere e promuovere i beni culturali, poiché sono fattore di identità nazionale, sviluppo sociale, nonché risorsa economica dello Stato. L’aspetto centrale cui le politiche culturali devono dare rilevanza è l’intervento della categoria dei soggetti privati nel settore dei beni culturali, stante l’assenza di risorse e l’incapacità del settore pubblico di gestirli al meglio. Questo può avvenire anche attraverso la creazione di strategie di collaborazione tra pubblico e privato che permettano un’effi...

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