Responsive Ad Area

#PERillavoro

La nuova legge sul lavoro autonomo, tra luci e ombre

Ieri, il Senato ha approvato il cosiddetto “Statuto dei lavoratori autonomi”, una legge che contiene diverse misure di tutela dei lavoratori autonomi e delle partite IVA. La norma introduce forme di tutela in diversi ambiti. Innanzitutto, vincola i committenti al pagamento entro 60 giorni, che diventano 30 dall’emissione della fattura se la scadenza non viene prevista. Viene poi esteso il diritto al congedo parentale, all’indennità di maternità, a prestazioni sociali aggiuntive, e alla non estinzione del rapporto di lavoro in caso di gravidanza, malattia e infortunio. Infine, viene prevista la dotazione di sportelli per il lavoro autonomo presso i centri per l’impiego e la deducibilità delle spese per formazione e aggiornamento professionale. Il proposito di fondo, diciamolo subito, è sacr...

Le nostre proposte #PERillavoro

Nei giorni scorsi abbiamo presentato alcune delle idee di Energie PER l’Italia per il mercato del lavoro. È il frutto di un percorso iniziato lo scorso settembre e che darà vita al nostro programma di governo per le prossime elezioni. Noi di Energie PER l’Italia crediamo che per far ripartire l’occupazione e la produttività del nostro Paese non servano bonus e sussidi. Crediamo, invece, che sia giunto il momento di abolire lo Statuto dei Lavoratori, sostituendolo con un pacchetto di norme che diano garanzie minime a chiunque lavora: non soltanto ai lavoratori dipendenti, ma anche ai lavoratori autonomi; riconoscendo loro la maternità, le garanzie per la malattia, la formazione, e tempi certi per i pagamenti. Crediamo che i contratti aziendali e individuali dovrebbero prev...

Recensione di #MAKER: Cosa cercano le aziende dagli artigiani digitali

Uno dei conclamati problemi del mercato del lavoro italiano è lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze. Da un lato, le aziende alla ricerca di lavoratori che rispondano alle proprie esigenze di sviluppo; dall’altro persone alla ricerca della perfetta opportunità di lavoro adatta ai loro studi, interessi e aspirazioni. Nel mezzo, decine di migliaia di opportunità mancate di sviluppo personale e professonale per l’individuo, aziendale per l’impresa ed il sistema economico, e sociale per il benessere del Paese. Lo dimostrano i dati ISTAT sui NEET: sono oltre 2 milioni i “giovani non occupati e non in istruzione e formazione”. Questo squilibrio è alimentanto, in parte, da un fenomeno poco studiato che il libro #Maker di Stefano Schiavo ha il merito di met...

Aumentare l'occupazione? Una soluzione esiste

”Lavorare tutti, lavorare meno” era uno slogan degli anni Settanta e, a causa del boom economico, pareva irreale ma oggi risulta attuale data la crisi economica e la continua globalizzazione. I politici continuano a sperare in una ripresa, ma chi è ben informato e realista non ci crede più. Il leggero aumento del PIL degli ultimi anni è calcolato su periodi di crisi peggiori ed il lieve incremento di fatturato è comunque generato dalla continua robotizzazione ed automazione industriale. Stiamo assistendo ad una continua deindustrializzazione della quale non si vede ancora la fine. L’offerta ha superato la domanda e all’orizzonte non ci sono scoperte di nuove tecnologie (fusione nucleare, superconduttori…) che creerebbero nuova produzione innovativa. Neppure lo spazio ci ha anco...

Gli interventi che fanno crescere l'occupazione femminile. Quote di genere, ma non solo: il metodo delle distorsioni temporanee

(estratto dall’articolo “Le distorsioni che servono”, pubblicato nella rivista Aspenia, numero 75, 2016) L’Italia, nel 2016, ha registrato un tasso di occupazione femminile nella fascia di età 20-64 pari al 50,6 per cento: fanno peggio solo la Grecia (46 per cento) e la Turchia (32,5 per cento). Al Sud, la situazione è ancora più preoccupante: solo il 31 per cento delle donne ha un lavoro (la percentuale scende al 7,6 per cento per le giovani donne). Negli ultimi dieci anni, la presenza femminile sul mercato del lavoro è aumentata, ma i nostri partner fanno molto meglio perché l’incremento del nostro tasso di occupazione pari al 2 per cento corrisponde ad un terzo di quello della media europea e ad un sesto di quello registrato in Germania. Peraltro, nonostante meno della metà delle italia...

Per il lavoro non servono incentivi, ma decisioni

L’Italia il Paese degli incentivi. Ve ne sono di tutti i generi: crediti d’imposta per la cultura, incentivi per l’assunzione delle categorie svantaggiate, decontribuzione per il lavoro dei giovani residenti nel Mezzogiorno, sgravi che le imprese che esportano etc… Si tratta di misure talmente numerose, seppure di esiguo importo, da sfuggire ad ogni tentativo di censimento che pure le amministrazioni pubbliche, invero senza troppo impegno, hanno provato negli anni. Giocoforza, in pochi sono informati di questa miriade di micro-opportunità che, tra l’altro, anche quando conosciute, spesso risultano burocraticamente inaccessibili. Non a caso, Confindustria, almeno una volta all’anno, chiede al Governo di sacrificare questa “coriandolizzazione” degli aiuti economici per finanziare con il rica...

Le nostre proposte #PERillavoro

Festeggiamo il 1 Maggio con un’operazione verità e senza ipocrisie. Chi parla oggi nelle piazze in Italia è, in molti casi, responsabile della stagnazione del mercato del lavoro: quattro giovani su dieci non hanno un lavoro e solo il 40% delle donne lavora in Italia. Questo è colpa di una burocrazia che imprigiona il mercato del lavoro, di un eccesso di contrattazione, rigidità ed iper garanzie per chi ha lavoro e zero garanzie per i tanti lavoratori autonomi e i tantissimi che sono alla ricerca di un lavoro. Noi vogliamo affrontare e cambiare profondamente questa realtà: meno burocrazia, meno tasse, e soprattutto la volontà di liberare il mercato del lavoro da queste rigidità. E lo faremo con delle proposte molto chiare: abolire lo Statuto dei Lavoratori che garantisce solo coloro che il ...

Password dimenticata

Registrati