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«Io, palermitano adottato da Milano», Manfredi Palmeri racconta il suo 1992

Fa parte del Consiglio comunale dal 2001, da due mesi siede pure nel Consiglio regionale. Manfredi Palmeri è ormai un uomo delle istituzioni milanesi, molto legato alla città al punto che è stato anche candidato sindaco. La sua origine, però, è palermitana, dove ha vissuto tutta l’infanzia, conservando ricordi vivissimi della tragica stagione in cui si compirono i più efferati delitti di mafia. Dove si trovava il 23 maggio del 1992, il giorno della strage di Capaci? «Ero a casa, a Palermo, con mio padre. Ricordo che appresi dell’attentato e che seguì poi gli aggiornamenti dal televideo, era un sabato pomeriggio». Che età aveva? «Avevo 18 anni. C’era appena stato a marzo un altro omicidio, quello di Salvo Lima». Quale fu la prima reazione? «Fui ammutolito di fronte ad un così cinico e barba...

Parisi: ''Niente inciuci se no correremo da soli''

Sabrina Cottone per “Il Giornale”. Il teatro Parenti, che è quello anche della Milano radical chic, è pieno come un uovo mentre Stefano Parisi all’ora di pranzo presenta il nuovo partito. «Ma è uguale a prima!», urla qualcuno mentre due valletti svelano il simbolo di «Energie per l’Italia» dove baluginano le consuete lampadine verde, bianca e rossa. A chiudere il cerchio, però, si legge in bello stampatello Stefano Parisi. Un partito personalistico dopo anni di polemiche a destra e a sinistra? Lo stile è quello ed è forte il primo messaggio lanciato dall’ex manager, durante un discorso programmatico in dieci punti lungo cinquantanove minuti. Conclude duro e puro: «Al centrodestra chiederemo coerenza. Noi non vogliamo tradire il mandato elettorale e non vogliam...

"Il modello Milano è fermo. Un male per l'Italia"

La situazione di Milano nelle parole di Stefano Parisi a Maurizio Crippa su Il foglio di oggi “Il modello Milano è fermo al palo. Un male per l’Italia” Un anno di giunta Sala giudicato da Stefano Parisi, con vista nazionale (e sulla destra) E come potrei definirla, la Milano di Beppe Sala? Immobile”. Sfidante un anno fa sconfitto di un soffio, a Palazzo Marino guida un’opposizione non distratta, nei canoni di Sua Maestà, anche se conosce le regole del gioco: nei consigli comunali, l’opposizione vale quel che vale. E poi ha ovviamente un progetto più ampio in testa, che assorbe tempo ed entusiasmi, quello di Energie per l’Italia, il tentativo di rigenerare un centrodestra liberal-popolare, no populismi, programmatico, per recuperare quei milioni (&#...

"Noi, moderati e liberali pensiamo ai problemi veri"

L’intervista a Stefano Parisi a firma di Giuliano Molossi e apparsa su Il Giorno. Dalla corsa a sindaco a “Energie per l’Italia” Milano, 30 giugno 2017 – Un anno fa correva per diventare sindaco di Milano (e ci è andato vicino…). Oggi corre su e giù per il Paese per raccontare il programma liberale e popolare del movimento che ha creato,«Energie per l’Italia», convinto com’è che la maggioranza della gente non sia estremista e populista. Stefano Parisi, 61 anni ancora da compiere, crede sempre di più nel suo progetto e lo stesso esito delle recenti elezioni amministrative gli ha dato la conferma che attendeva: si vince conquistando la parte liberale e tenendola unita alle altre componenti. Come giudica il voto delle comunali? “Mi ha sorpreso la fortissima astensione. Ai ba...

Milano: "E' una giunta che non sta facendo niente"

Ecco l’intervista rilasciata a Andrea Montanari di Repubblica del 21 giugno “Non ricordo una azione caratterizzante che delusione” Stefano Parisi, leader dell’opposizione di centrodestra a Palazzo Marino e di Energie per l’Italia, che giudizio dà del sindaco Sala a un anno dalla sua elezione? «Non è stato l’anno dell’avvio di una nuova giunta che ha impostato un lavoro nuovo, ma solo una forte continuità con la giunta Pisapia, senza alcun lampo di novità». Perché? «Ci sono state forti tensioni dentro la maggioranza. Anche la frattura con Renzi ha contribuito a spostare Sala verso la sinistra radicale. In più c’è stata una totale incapacità di gestire il tema dell’immigrazione e quello della sicurezza». In che senso? «C’è stato uno...

Milano e le vecchie logiche della sinistra

Il Comune di Milano fa un concorso per 178 posti individuati nel 2016. Li assumerà nel 2018. 50 mila partecipanti da tutta Italia. Ancora assunzioni pubbliche. Perché? Tre anni per assumere? In tre anni cambia il mondo. Dov’è la tecnologia digitale al Comune di Milano? Sala non ha nessuna intenzione di riorganizzare il Comune. Appena ci sono un po’ di soldi in bilancio aumentano i costi. Abbassare le tasse non ci pensa nessuno. E il Comune continuerà ad essere costoso e inefficiente. Milano ha bisogno di innovazione. Il Comune deve aiutare lo sviluppo della Città. Invece la Giunta paga pegno alle peggiori logiche sindacali caricando sulle casse pubbliche spese sbalorditive per assumere nuovi dipendenti pubblici. Oltretutto si tratta di assunzioni per servizi tutti ottimamente a...

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