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Macron

La Francia in Libia? Difendiamo l'interesse nazionale italiano

di Claudio Bertolotti (articolo integrale su L’INDRO) Emmanuel Macron ospita oggi i due contendenti al potere in Libia: un sempre più debole e isolato Fayez al-Serraj, capo del Governo di accordo nazionale di orientamento islamista di Tripoli e riconosciuto dall’Onu (ma informalmente osteggiato da Francia, Russia e Regno Unito), e Khalifa Haftar, il potente e politicamente sempre più rilevante comandante militare laico e anti-islamista di Tobruk, sostenuto da Egitto, Russia Paesi del Golfo ed Emirati (e Francia). La Francia, che nel 2011 sosteneva gli islamisti, oggi punta sul candidato anti-islamista, mentre l’Italia, che ha puntato sul primo, non è stata in grado di aggiustare il tiro quando già era evidente che la scommessa fosse persa. Un caro prezzo che rischia di dare un sonoro...

EUROPA E POLITICA DI COESIONE: non è mai troppo tardi per aumentare l'efficacia, ridurre i costi e l'euroburocrazia!

L’elezione dell’europeista Macron in Francia apre uno scenario inedito per l’Europa. Sarà possibile andare in una direzione più coraggiosa e innovativa rispetto al deludente risultato emerso in occasione della recente celebrazione dei 60 anni dai Trattati di Roma? Sarà possibile, finalmente, porre mano a delle riforme strutturali? Una delle 13 politiche della UE su cui è indispensabile intervenire è la Politica di Coesione. Quella che forse richiede, alla luce delle esperienze negative dei tre settennati di programmazione dei fondi europei, una completa riforma. Anche dei programmi in corso. Molto si è scritto e detto. Ma a 12 anni dal libro/denuncia di Nicola Rossi “Mediterraneo del Nord. Un’altra idea del Mezzogiorno”, possiamo ancora fare qualcosa? L’Europa attraverso la Politica ...

La vittoria di Macron dimostra il superamento dei partiti tradizionali. Serve novità politica

Nel ballottaggio alle elezioni francesi mi auguro prevalga Macron. Marine Le Pen sarebbe un danno per l’Italia. L’Europa si sfalderebbe, riceverebbe un colpo mortale. L’Italia senza l’Europa sarebbe molto più debole nel far fronte al proprio debito, ai problemi della sicurezza, dell’immigrazione, allo sviluppo. Augurarsi la vittoria di Macron non vuol dire condividere le politiche economiche e sociali che propone. In Italia abbiamo bisogno di crescita economica. Abbandonare le politiche di ridistribuzione della ricchezza che non c’è, ma creare ricchezza. Ridurre la progressività fiscale, ridurre il perimetro dello Stato, il suo costo abnorme. Avrei decisamente preferito Fillion. Mi convincevano i suoi programmi, la sua idea liberale di Stato moderno e la sua idea di Europa. Ma in Francia ,...

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