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Jobs act, Sacconi: Speranza dimentica suo accordo con Renzi su art.18

Strana storia quella del jobs act. Nella vigilia del Natale 2014 Renzi tradì un accordo con me sull’art.18 che ipotizzava la possibilità per il datore di lavoro di trasformare sempre una condanna alla reintegrazione del lavoratore licenziato con un adeguato indennizzo. Renzi scelse infatti nella notte precedente l’adozione del decreto legislativo un compromesso con Speranza, avvallato dalla Confindustria di allora, in base al quale saltò nelle bozze la clausola di “opting out” e rimase quindi la possibilità della condanna alla reintegrazione per limitate fattispecie che poi la giurisprudenza ha interpretato estensivamente. Come si può leggere nelle agenzie di quel giorno Speranza ne fu così felice da dichiarare ironicamente: “Buon Natale Sacconi”. Strano...

JOBS ACT delle PARTITE IVA? Fuffa parasindacale

Come volevasi dimostrare. Abbiamo sempre sospettato che l’interessamento del governo Renzi /Gentiloni a questo tipo di lavoratori fosse deleterio e diseducativo e che avrebbe condotto a una disciplina che, invece di liberare questa fetta determinante di mondo produttivo, l’avrebbe incatenata alle promesse di uno statalismo che fa acqua da tutte le parti e non è più in grado di garantire nulla. La legge recentemente approvata dal Senato, “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, anche enfatizzata sotto lo slogan “Jobs Act per le partite IVA”, contiene un insieme di misure dal sapore di elemosina nei confronti di questa categoria, misure...

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