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Impresa

Quegli eroici imprenditori italiani alla conquista dei mercati globali

A tenere a galla l’economia italiana è un universo di imprenditori eroici che invece di lagnarsi della mancanza di domanda si sono rimboccati le maniche, hanno stretto i denti e di fronte al collasso dell’economia italiana di stampo tardo jugoslavo hanno aggredito i mercati globalizzati. Il loro successo ha portato la bilancia dei pagamenti italiani a livelli record, ridicolizzando le scemenze diffuse dai sovranisti secondo cui la competitività si guadagna solo con le svalutazioni del cambio. In altri termini la domanda l’hanno inseguita, l’hanno soddisfatta con prodotti di qualità, l’hanno strappata alla concorrenza. A lamentarsi della mancanza di domanda sono spesso imprenditori incapaci, inefficienti, convinti di avere ricevuto per diritto divino una rendita di posizione, oppure quelli ...

Confindustria, Sacconi (Epi): Bene Boccia su deriva sospetto

“Ha ragione il presidente Boccia quando, a seguito della introduzione del sequestro cautelare del patrimonio per meri indizi corruttivi, lamenta una deriva del sospetto” lo dice il senatore Maurizio Sacconi di Energie per l’Italia. “Ricordo che in questa legislatura tutte, o quasi, le leggi in materia di giustizia hanno ridotto i diritti della difesa ed esteso la dimensione penale”, prosegue il presidente della commissione Lavoro del Senato. “Il governo sta appoggiando in queste ore perfino una legge che incoraggia le denunce nei luoghi di lavoro, i cui danni saranno certi e immediati a fronte di esiti incerti e prolungati nel tempo”. “Non si tratta di provvedimenti marginali ma di ulteriori, pesanti, fattori inibenti la crescita che, non a c...

“Aiutiamoli a casa loro”: riformare l'UE e trasformare un problema in una grande opportunità

di Roberto Peel *su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l’Italia. Segui il dibattito.* Nell’immaginario collettivo l’Africa è luogo di povertà, teatro di guerre e punto di partenza di immgrazione verso l’Europa. Inoltre l’Africa , usualmente considerato nelle sue fattezze continentali piuttosto che nelle singolarità dei paesi che la compongono, viene usata come terra da cui estrarre risorse naturali a basso costo a volte senza considerare gli effetti collaterali di tali attività nel lungo periodo. In effetti, gli stati che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e quelli dell’Africa sub-sahariana si caratterizzano per instabilità, spesso regimi autocratici e corrotti, con relativa esclusione di buona parte della p...

Cultura motore dell'Italia

Cultura e Economia Il sistema produttivo culturale e creativo fatto da imprese, PA e non profit genera 89,7 miliardi di euro e coinvolge altri settori dell’economia arrivando a muovere nell’insieme 249,8 miliardi, equivalenti al 17% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche da quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (il 6,1% del totale degli occupati in Italia). E se nel periodo 2011/2015 la crisi si è fatta sentire incidendo in negativo su valore aggiunto e occupati del Paese, rispettivamente con...

Marketing della cultura e territorialità

La cultura appartiene a quello che gli economisti definiscono un “bene di merito”, cioè fa parte di quei beni la cui produzione genera sistematicamente esternalità positive, o ritenute  tali dalla collettività. La cultura genera con la sua diffusione, cioè, vantaggi a tutta la collettività, e l’abitudine alla cultura crea dipendenza, produce, in chi la consuma, sempre nuovi e imprevedibili bisogni. E’ perciò compito del marketing della cultura non solo rispondere ai bisogni espressi dalla clientela, ma indurre bisogni che non sono percepiti, o che sono mal percepiti. Chi fa marketing della cultura non può così impostare le proprie politiche sulle richieste della “maggioranza” dei clienti, sui trend del mercato, ma deve lavorare sulla vocazione specifica dell’operatore e sui valori da affer...

Azzeriamo l’Irap alle imprese del Mezzogiorno

E’ noto che il Sud Italia soffre di condizioni di criticità – dovute a molteplici fattori storici – che ne minano da sempre lo sviluppo economico. Il problema della disoccupazione e della creazione delle infrastrutture nel Mezzogiorno sono fattori decisivi per la competizione europea: se il Sud progredisce e riduce la distanza dall’Europa, l’Italia intera diviene più competitiva se, viceversa, retrocede, le conseguenze costituiscono un freno allo sviluppo per l’intero Paese. In tale contesto, una politica normativa fiscale di vantaggio per il Sud non solo porterebbe benefici all’economia locale – con indubbi vantaggi sul versante dell’occupazione e dei consumi – ma costituirebbe, anche, fattore attrattivo per gli investimenti esteri. Consapevole di quanto precede, il legislatore è pi...

StartPA – Proposta per progetti digitali

StartPA è un progetto che si prefigge una duplice utilità: spingere verso una Pubblica Amministrazione più semplice, digitale e vicina al cittadino e contemporaneamente incentivare la nascita di nuove attività sul territorio. Ho sviluppato questa proposta primariamente pensandola a livello locale, ma sono certo possa portare buoni risultati su scala nazionale con capacità d’intervento più ampie e ambiziose. Si parla da tempo ormai di digitalizzare la PA, di sfruttare le nuove tecnologie per migliorare il rapporto stato-cittadino, qualcosa lo si sta tentando ma commettendo un errore di fondo che frena i piani di sviluppo su questo fronte. La stragrande maggioranza dei progetti digitali puntano alla sola trasformazione del supporto utilizzato per documentazione, richieste, comunicazion...

Sulla ricerca scientifica

Premessa La conoscenza è un bene in sé e prima o poi i risultati dell’attività di ricerca troveranno uno sbocco nel migliorare la qualità della vita. La tecnologia procura benessere alla popolazione ed è quindi necessario innovare e sostenere la produzione di beni in cambio di profitti. L’elemento più importante è il tempo: il lungo periodo per i ricercatori, il breve o medio periodo per le imprese. Lo Stato si dovrebbe far carico dei tempi lunghi, i privati di quelli brevi. Quello che accade nei paesi anglosassoni, dove la scienza fa parte della cultura -è essa stessa cultura- è che la ricerca viene considerata un bene comune e condiviso e i ricercatori sono dei benemeriti. Inoltre c’è un interscambio fruttuoso tra accademia e impresa e i ricercatori migliori fanno da consulenti di grandi...

Metodi per liberare la cultura

La cultura è un rapporto fra produttore e consumatore e non ha colori politici. Se da un lato lo Stato non deve intervenire per fare cultura, dall’altro può porre le condizioni per la libera attivazione di ogni produzione culturale, sia privata che di interesse nazionale. Le sovvenzioni sono dannose perché sacrificano la qualità, hanno carattere esclusivo e non hanno come obiettivo il profitto (risultato: produzioni inutili). Le politiche culturali devono quindi essere inclusive. L’obiettivo di una politica culturale innovativa e di lungo periodo non è la democratizzazione del consumo culturale o il suo accrescimento quantitativo, ma la massimizzazione della qualità, che si ottiene attraverso le risorse del settore privato (il mondo produttivo: industria, moda, aziende creditizie) co...

Monitorare le best practice nella cultura

Premessa La società italiana è più meritevole del suo ceto politico e dirigenziale. Il Paese è imbrigliato e sono necessarie profonde riforme per affrontare le sfide presenti e quelle che ci attendono. Occorre lavorare su obiettivi di medio e lungo periodo favorendo un virtuoso ricambio tra società e classe dirigente. Individuare le migliori pratiche è possibile e metterle in atto è il nostro compito. Attraverso il nostro lavoro si libereranno le energie dell’Italia. Quale approccio adottare? Si deve passare attraverso un portentoso lavoro di ascolto e di sintesi. Ascoltare ed osservare direttamente la società stabilirà un nuovo tipo di legame tra rappresentati e rappresentanti e porterà consenso in tempi rapidi. Obiettivo Viste le necessità politiche, serve formulare in tempi ristretti le...

Programmazione energetica nazionale

La programmazione energetica nazionale necessita di un approccio coordinato con gli indirizzi e gli atti di politica energetica adottati all’interno dell’Unione Europea, che si articola, in via generale, su quattro linee di intervento: sicurezza dell’approvvigionamento, per assicurare una fornitura affidabile di energia quando e dove necessario; garantire il funzionamento del mercato dell’energia e la sua competitività, per assicurare prezzi ragionevoli per utenze domestiche e imprese; promuovere il risparmio energetico, l’efficienza energetica e lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili, attraverso l’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra e la riduzione della dipendenza da combustibili fossili; promuovere l’interconnessione delle re...

I privati e la cultura

La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico in Italia assumono centrale rilevanza e un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese stesso. In questi anni è documentabile la crescita della consapevolezza di buona parte dei cittadini di quanto sia essenziale conservare, conoscere e promuovere i beni culturali, poiché sono fattore di identità nazionale, sviluppo sociale, nonché risorsa economica dello Stato. L’aspetto centrale cui le politiche culturali devono dare rilevanza è l’intervento della categoria dei soggetti privati nel settore dei beni culturali, stante l’assenza di risorse e l’incapacità del settore pubblico di gestirli al meglio. Questo può avvenire anche attraverso la creazione di strategie di collaborazione tra pubblico e privato che permettano un’effi...

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