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Francia

La Francia in Libia? Difendiamo l'interesse nazionale italiano

di Claudio Bertolotti (articolo integrale su L’INDRO) Emmanuel Macron ospita oggi i due contendenti al potere in Libia: un sempre più debole e isolato Fayez al-Serraj, capo del Governo di accordo nazionale di orientamento islamista di Tripoli e riconosciuto dall’Onu (ma informalmente osteggiato da Francia, Russia e Regno Unito), e Khalifa Haftar, il potente e politicamente sempre più rilevante comandante militare laico e anti-islamista di Tobruk, sostenuto da Egitto, Russia Paesi del Golfo ed Emirati (e Francia). La Francia, che nel 2011 sosteneva gli islamisti, oggi punta sul candidato anti-islamista, mentre l’Italia, che ha puntato sul primo, non è stata in grado di aggiustare il tiro quando già era evidente che la scommessa fosse persa. Un caro prezzo che rischia di dare un sonoro...

Présidentielle 2017: un chiaro messaggio anche per l'Italia

I partiti tradizionali sono definitivamente tramontati. Questa è l’evidenza più chiara che giunge dal secondo turno delle presidenziali Francesi. I partiti pesanti del Novecento, e il conseguente panorama politico che hanno designato per alcuni decenni, si sono definitivamente esauriti. La contrapposizione tra partiti di destra e partiti di sinistra, in altre parole, si è ormai conclusa, perché le fratture da cui si erano originati e a cui avevano dato rappresentanza politica (i cleavages descritti da Rokkan e Lipset) si sono riassorbite a causa dell’omologazione provocata dalla globalizzazione. Si pensi alla frattura città/campagna o alla frattura tra Stato /Chiesa: la globalizzazione e il progresso hanno sanato le divisioni a cui avevano dato voce i partiti tradizionali. Anch...

La vittoria di Macron dimostra il superamento dei partiti tradizionali. Serve novità politica

Nel ballottaggio alle elezioni francesi mi auguro prevalga Macron. Marine Le Pen sarebbe un danno per l’Italia. L’Europa si sfalderebbe, riceverebbe un colpo mortale. L’Italia senza l’Europa sarebbe molto più debole nel far fronte al proprio debito, ai problemi della sicurezza, dell’immigrazione, allo sviluppo. Augurarsi la vittoria di Macron non vuol dire condividere le politiche economiche e sociali che propone. In Italia abbiamo bisogno di crescita economica. Abbandonare le politiche di ridistribuzione della ricchezza che non c’è, ma creare ricchezza. Ridurre la progressività fiscale, ridurre il perimetro dello Stato, il suo costo abnorme. Avrei decisamente preferito Fillion. Mi convincevano i suoi programmi, la sua idea liberale di Stato moderno e la sua idea di Europa. Ma in Francia ,...

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