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Europa

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Difesa comune: la pagliuzza negli occhi europei e la trave in quella degli Stati

di Salvatore Domenico Zannino* “Il business case è chiaro. La mancanza di cooperazione nella difesa costa all’Europa dai venticinque ai cento miliardi di euro l’anno, per ogni area in relazione alla quale si faccia riferimento”. Nello stesso ultimo discorso sullo stato dell’Unione, il prossimo è ormai imminente in settembre, il Presidente della Commissione faceva notare, semmai ve ne fosse bisogno, che in epoca di minacce “ibride”, quelle che possono essere realizzate in modo coordinato da soggetti statali e non statali pur senza oltrepassare la soglia di guerra formalmente dichiarata (terrorismo, attacchi cyber, campagne di disinformazione e propaganda illegale on line) il “soft-power” del gigante economico europeo vale zero. Per la verità, il soft-power di un Europa priva di una politica...

Perché l’Europa deve finanziare la ricerca?

La scienza non conosce frontiere e si nutre esclusivamente di eccellenza. L’attività scientifica è rischiosa ed ha bisogno di talenti, i quali a loro volta hanno bisogno di infrastrutture di ricerca di qualità. I progetti di ricerca sono sempre più pluridisciplinari e onerosi, e richiedono la compartecipazione di una grande varietà di attori. Immettere un nuovo farmaco sul mercato, ad esempio, può costare oltre un miliardo di euro, ed alla fine e solo 1 delle 10,000 molecole esaminate per curare una data malattia arriva al traguardo, ma questo solo dopo 10-12 anni di sperimentazione. Solo l’Europa unita è in grado di generare la massa critica necessaria per competere con gli altri grandi paesi industrializzati sul piano della ricerca e innovazione. Con una dotazione di circa 80 miliardi di...

L'efficienza della pubblica amministrazione e gli standard europei

Le differenze negli standard di sicurezza sociale, di salario minimo, di previdenza, etc. sono e saranno ancora per lungo tempo legati alle amministrazioni nazionali, alla loro efficacia ed efficienza ed ovviamente al livello di ricchezza disponibile in un paese. Com’è successo nei primi 60 anni dell’Europa Unita, questi standard convergeranno quando le economie dei vari paesi raggiungeranno gradi di sviluppo omogeno, cosa resa possibile certamente da un mercato davvero unico ed integrato. Per ora abbiamo infatti già la possibilità di andare a cercare miglior salario in un altro Stato della UE, che tanti giovani e meno giovani sfruttano. Credo sia prematuro imporre degli standard centralmente. Quello che si deve fare invece è sicuramente mettere pressione sulle pubbliche ammini...

Immigrazione ed Europa: i nodi da sciogliere

La crescita demografica, il cambiamento climatico, la ricerca di migliori opportunità di vita ed i conflitti che affliggono il Medio Oriente e larghe aree del continente africano contribuiscono a generare un flusso migratorio che sta mettendo a dura prova le capacità di accoglienza del nostro paese e dell’Europa intera (nel 2015 sono entrate oltre 1,5 milioni di persone). Difficilmente, l’Europa può riuscire, in una fase di prolungata stagnazione, ad integrare socialmente ed economicamente le masse di individui che si riverseranno nei prossimi 20 anni sul continente con un prevedibile aumento dei fenomeni di criminalità comune e delle tensioni sociali. Le dinamiche demografiche (la popolazione africana è prevista raddoppiare fino a 2,5 miliardi entro il 2050) ci presentano scenari futuri i...

La difficile costruzione di un'identità europea

I processi politici e istituzionali che hanno portato alla creazione della Comunità Europea prima, e dell’Unione europea più tardi, sono stati concepiti come progetti di natura elitaria portati avanti da ministri e capi di stato sostenuti da un’armata di funzionari altamente qualificati in un angolo remoto dell’Europa: prima il Lussemburgo e poi Bruxelles. L’Unione europea è stata concepita per rimanere quanto più distante è possibile dai propri cittadini e protetta da qual si voglia forma d’interferenza popolare. Le ragioni di questa scelta non sono difficili da identificare: l’Europa ha sofferto molto durante un lungo periodo di attiva partecipazione popolare e di politici populisti. I due principali esempi sono stati il fascismo (di stampo Italo-Iberi...

Migranti: a Tallin l'Europa è unita contro un'Italia irresponsabile

Bocciata dall’opinione pubblica italiana e dall’elettorato chiamato ad esprimersi alle recenti elezioni amministrative, la politica per l’ immigrazione attuata dal Partito Democratico, quella delle “porte aperte” a chiunque intenda sbarcare illegalmente in Italia, è stata bocciata anche dai paesi dell’Unione Europea. Dopo Francia, Spagna e Germania, anche Olanda e Belgio bocciano senza possibilità di appello la proposta italiana di accogliere più migranti economici provenienti dall’Africa. Una bocciatura confermata dalla posizione del commissario europeo per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos. L’Europa e i suoi governi nazionali hanno così deciso di chiudere le porte a un’Italia rea di incentivare un flusso migratorio incontroll...

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