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Energie per l’Italia

Lazio 2018, il Foglio intervista Stefano Parisi

Ma insomma, Stefano Parisi, lei è romano o milanese? “Sono nato a Roma. Vivo a Roma, ma lavoro a Milano. La mia famiglia, mia moglie e le mie figlie, sta qua”. Non lontano dalla sede del comitato elettorale, un piano seminterrato – ma elegante – nel quartiere Trieste-Salario. Bella zona, borghese e senza turisti. “Il centro di Roma sarebbe stato da panico”, sorride lui, il manager sessantenne, già avversario di Beppe Sala, l’uomo che Silvio Berlusconi ha incaricato di correre per la presidenza della regione Lazio. Con quante speranze di vittoria? “In provincia siamo in netto vantaggio. Dobbiamo conquistare Roma. E’ qui la battaglia. Ho cominciato da sette giorni. E adesso ho un mese per vincere”. E non sarà facile. I sondaggi danno in vantaggio il presidente uscente del Pd, Nicola Zingaret...

Parisi: «così il Lazio può farcela»

Implementare le infrastrutture, ridare slancio alla sanità, regole chiare e meno burocrazia per favorire gli investimenti, più poteri, e responsabilità, agli enti locali. Stefano Parisi, leader di Energia per l’Italia, candidato del centrodestra alla guida della regione Lazio, anticipa i punti chiave del suo programma con cui sfiderà alle elezioni del 4 marzo il governatore uscente del Pd Nicola Zingaretti e la candidata del M5s, Roberta Lombardi. «Siamo l’unica alternativa alle politiche della sinistra e dei grillini che stanno facendo morire il Lazio e Roma. Zingaretti e Raggi sono uniti dall’incompetenza. Io lavorerò per rendere di nuovo attrattivo questo territorio, contro la desertificazione imprenditoriale». E rivendica il suo essere romano contro chi lo accusa di e...

«Posso battere Zingaretti. Io candidato al Senato? Non voglio paracadute». Parla Parisi

Una notte per pensare. Per interrogarsi sui pro e i contro di una scelta. « È duro rinunciare a mettere in campo la lista e il simbolo di Energie per l’Italia. Ma il progetto non muore, si trasforma…». Stefano Parisi passa da una telefonata a un’altra. Molti dei suoi lo invitano a pesare i costi della decisione: «C’è una lista forte, abbiamo candidati di qualità in tutta Italia. Andiamo dritti». L’ex manager li frena e gli spiega il progetto nuovo. «Abbiamo passato mesi a costruire un programma incredibile. Nessun altro partito ha fatto quello che abbiamo fatto noi. Ma ora siamo pronti a farlo vincere nel Lazio e a contagiare con le nostre energie il resto dell’Italia». Una sfida ambiziosa prende forma dietro le ultime parole di Parisi. «Possiamo dare un...

Perché il Salario minimo è una ''bomba comunicativa''

Prima di ogni scadenza elettorale, si torna a parlare di salario minimo. Un argomento piuttosto conosciuto, che esercita da sempre fascino politico per la semplicità del messaggio: se viene fissato per legge un limite inderogabile di stipendio orario o mensile i lavoratori sottopagati vedranno riconosciuti i loro diritti. D’altra parte, ecco la seconda argomentazione ricorrente, addirittura 22 Stati su 28 della Unione Europea hanno fissato per legge una soglia retributiva minima, perché l’Italia non dovrebbe adeguarsi? Sono diverse le argomentazioni che giustificherebbero un atteggiamento prudente su questo tema. In Italia esiste già un salario minimo ed è rappresentato dai minimi tabellari dei contratti collettivi nazionali. Non è una soglia fissata per legge ed uguale per tutti, ma è com...

Parisi: «Va fermata la deriva di Roma e del Lazio»

Scelta sofferta. Ma ora il candidato del centrodestra per la presidenza della Regione Lazio c’è: Stefano Parisi. Ed eccolo qui. Per Parisi il pressing di Berlusconi è stato irresistibile? «Ho avuto la richiesta da parte della Meloni e di Tajani, con Berlusconi non ho ancora parlato, per arrivare a una candidatura unitaria. E la scelta da parte mia non è stata facile». Ha chiesto e avuto collegi, per Energie per l’Italia, alle elezioni nazionali? «No. Io ho chiesto soltanto agibilità politica per il nostro movimento, in quanto portatore di idee nuove e di un progetto di lungo periodo. E con senso di responsabilità, ho deciso di accettare la proposta di candidatura nel Lazio e di ritirare le nostre liste alle politiche. L’Italia ha bisogno di un governo stabile, e mi auguro...

Vincolo di mandato: una norma illiberale e inutile

‘Noi non tradiremo il mandato elettorale!’ Ha fatto bene Stefano Parisi il 3 dicembre a Milano al Teatro Franco Parenti concludere con queste parole forti il suo discorso di presentazione del programma di governo del neo-nato partito Energie PER l’Italia. Un forte richiamo al senso di responsabilità politica dei partiti italiani, avvezzi al trasformismo parlamentare e sospinti dall’attuale legge elettorale alla tentazione di cambiare la coalizione nella quale verranno eletti pur di governare. Ha fatto bene Parisi a ricordarlo perché ai rappresentanti dei partiti il mandato elettorale viene affidato con il voto e se lo ottengono con promesse specifiche, violare quelle particolari promesse è violazione del mandato. Se il partito X ad esempio si impegna durante le elezioni a gover...

Cinquant'anni fa, la primavera di Praga

Sembrano in pochi a ricordarlo, ma Energie PER l’Italia non può non farlo. In quell’inizio anno il riformista slovacco Alexander Dubcek salì al potere, e continuò a governare  fino al 20 agosto dello stesso anno, cioè fino all’invasione dell’Unione Sovietica e dei suoi alleati del Patto di Varsavia. I Comunisti italiani, che in Ungheria nel ’56 si erano schierati in blocco con l’Urss, iniziarono timidamente a prendere le distanze. Non ruppero però con Mosca. Contro i carri armati in quegli anni i giovani comunisti balbettavo e fra i giovani socialisti emergeva Bettino Craxi. Questi, anche per la profonda conoscenza delle dinamiche del socialismo reale, non esitò un attimo e fin dal primo momento si schierò per le libertà. Nel ’68 divenne, per la pr...

«C’è Forza Italia dietro il ritiro di Maroni, in Lombardia la sfida si riapre»

Stefano Parisi è un manager che ha incontrato la politica (socialista) a 18 anni, ritrovandola a 59 con la candidatura a sindaco di Milano contro Beppe Sala e poi con il lancio del suo movimento Energie per l’Italia che il 4 marzo farà parte dell’alleanza di centrodestra. Nel mezzo, quarant’anni di lavoro pubblico e privato: esperienze in Poste e in Rai, city manager della giunta Albertini, direttore generale della Confindustria di Antonio D’Amato, ad di Fastweb e Chili Tv. Lei ha scritto un post molto duro sul ritiro di Maroni dalla corsa per il Pirellone, in cui denuncia un «disegno politico contro la Lega» per “cinico e spregiudicato interesse di parte”. C’entra davvero Forza Italia? «Ho questo sospetto. Siamo a sessanta giorni dalle politiche e dalle regio...

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