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difesa

Difesa comune: la pagliuzza negli occhi europei e la trave in quella degli Stati

di Salvatore Domenico Zannino* “Il business case è chiaro. La mancanza di cooperazione nella difesa costa all’Europa dai venticinque ai cento miliardi di euro l’anno, per ogni area in relazione alla quale si faccia riferimento”. Nello stesso ultimo discorso sullo stato dell’Unione, il prossimo è ormai imminente in settembre, il Presidente della Commissione faceva notare, semmai ve ne fosse bisogno, che in epoca di minacce “ibride”, quelle che possono essere realizzate in modo coordinato da soggetti statali e non statali pur senza oltrepassare la soglia di guerra formalmente dichiarata (terrorismo, attacchi cyber, campagne di disinformazione e propaganda illegale on line) il “soft-power” del gigante economico europeo vale zero. Per la verità, il soft-power di un Europa priva di una politica...

Difesa-Sicurezza europea: minore spesa, tanta resa

L’evolvere della situazione geopolitica globale e della sicurezza internazionale legata al terrorismo islamico e alla gestione dei flussi migratori, nonché un ruolo sempre più coordinato e interconnesso tra Forze di Polizia e Forze Armate per la sicurezza interna, rendono ormai inscindibile il binomio Difesa-Sicurezza. E sebbene da parte di alcune forze politiche populiste e nazionaliste, e di una parte dell’opinione pubblica, vi siano resistenze od opposizioni nei confronti di una struttura europea anche di Difesa-Sicurezza, è però vero, come evidenziato da un recente studio dell’ISPI, che per far fronte alle principali problematiche di Difesa-Sicurezza i cittadini chiedono all’Europa di fare di più. A ciò si aggiunge il fatto che i paesi europei non sarebbero oggi...

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