Responsive Ad Area

camera dell’arte

Idee PER tornare a produrre cultura

L’Italia deve tornare ad essere un luogo di produzione culturale, oltre che di tradizione e conservazione. La cultura serve a valorizzare le nostre radici, perché custodire è civiltà: bisogna quindi  salvaguardare la nostra civiltà, base dell’integrazione con le altre culture (capirle e farsi capire). La civiltà occidentale affonda da secoli nelle radici giudaico-cristiane che hanno plasmato l’individuo come persona libera in quanto soggetto autonomo dotato del libero arbitrio, in grado di decidere della sua vita e del suo destino e rispettoso al tempo stesso della vita dell’altro come prossimo. Autonomia della persona, senso di responsabilità, rispetto per la vita propria e altrui sono i valori che ci distinguono dalle altre civiltà.  I valori della persona libera e le virtù civili ...

Perché non creare la Camera dell'Arte?

Mi vorrei ricollegare alla proposta di Emanuele Beluffi: creare a Milano la Camera dell’Arte (e del Design?, e della Cultura?…per ora la chiamo solo dell’Arte), a modello della Camera della Moda Italiana. Credo infatti sia necessario un punto di riferimento che disciplini, coordini e promuova lo sviluppo dell’arte contemporanea, proponendosi di tutelare e potenziare la diffusione della cultura e dell’arte, sia in Italia, sia all’estero. La Camera dell’Arte dovrà essere il punto di riferimento e l’interlocutore privilegiato per tutte quelle iniziative volte a valorizzare e a promuovere l’arte. È importante che vi sia un organismo in grado di raccogliere e far dialogare tutti gli interlocutori in gioco: gli artisti, i musei, le fondazioni private, le gallerie, le fiere, le agenzi...

Metodi per liberare la cultura

La cultura è un rapporto fra produttore e consumatore e non ha colori politici. Se da un lato lo Stato non deve intervenire per fare cultura, dall’altro può porre le condizioni per la libera attivazione di ogni produzione culturale, sia privata che di interesse nazionale. Le sovvenzioni sono dannose perché sacrificano la qualità, hanno carattere esclusivo e non hanno come obiettivo il profitto (risultato: produzioni inutili). Le politiche culturali devono quindi essere inclusive. L’obiettivo di una politica culturale innovativa e di lungo periodo non è la democratizzazione del consumo culturale o il suo accrescimento quantitativo, ma la massimizzazione della qualità, che si ottiene attraverso le risorse del settore privato (il mondo produttivo: industria, moda, aziende creditizie) co...

Password dimenticata

Registrati