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Perché occorre il 'partito della concorrenza'

Sembrava che il pressing di Calenda potesse finalmente bastare per far andare in porto, dopo due anni e mezzo, il ddl Concorrenza. E invece no. Dopo 850 giorni dalla sua presentazione e una serie impressionante di modifiche ed emendamenti, il provvedimento torna al Senato. Dentro il Pd giurano che sarà comunque approvato entro l’estate, con un voto di fiducia entro la fine di luglio. Ma il problema non è (più) soltanto questo. Non solo perché di provvedimenti che promuovano la concorrenza – lo dice la legge – il governo dovrebbe farne uno all’anno; ma soprattutto perché la sua approvazione sarebbe soltanto una vittoria di Pirro, che non basterebbe affatto a nascondere l’enorme idiosincrasia della nostra classe politica verso la libertà economica. Chi scrive non ha dubbi sul fat...

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