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burocrazia

Settore pubblico e formazione: due proposte

di Stefano Mei Al giorno d’oggi assistiamo ancora ad assenteismi nei pubblici uffici ed altre nefandezze (cartellini timbrati in mutande, conduttori di metropolitane che pranzano durante il servizio a bordo del metro stesso oltre ai ripetuti episodi di corruzione etc;). Mi chiedo come sia possibile non avere nel settore pubblico una coscienza morale che spinga a far riflettere sul fatto che che il dipendente pubblico (dall’operatore ecologico al manager) è un rappresentante dello Stato e viene pagato con i soldi delle tasse dei cittadini, lavora (o almeno dovrebbe) per la nazione. Tutto ciò ha una base, un punto di partenza: a volte l’impiego statale viene individuato come un ammortizzatore sociale, grazie a cui, tramite favoritismi, vengono assunte persone, ma senza la consapevolezz...

I vantaggi del CETA

Il CETA, acronimo di Comprehensive Economic and Trade Agreement, è il trattato di libero scambio tra il Canada e l‘Unione Europea. In Italia i partiti “sovranisti/lepenisti”, insieme al Movimento 5 Stelle, si sono dichiarati contrari a questo importante accordo commerciale. Qui di seguito capiremo perché è da pazzi essere contro questo accordo e, più in generale, auspicare nel nostro Paese politiche protezionistiche. 1. Maggiore Crescita e maggiori posti di lavoro Come già accaduto con altri accordi di libero scambio – es. accordo con Corea del Sud – ci potrebbe essere un aumento delle esportazioni di beni e servizi. Inoltre, è stato stimato che ogni miliardo di euro nelle esportazioni sostiene il lavoro di 14’000 dipendenti. 2. Condizioni agevolate per ...

La deriva kafkiana che distrugge l’economia

La crisi che ha colpito l’Italia non è un fenomeno degli ultimi anni. È l’epilogo di una deriva disastrosa imboccata dai tardi anni Sessanta. Invece di rafforzare le conquiste del miracolo economico postbellico e compiere il salto di qualità verso un’economia di mercato avanzata, si virò verso la jugoslavizzazione dell’industria attraverso l’espansione del ruolo pubblico, la burocratizzazione pervasiva della società, la sindacalizzazione selvaggia del mercato del lavoro e della pubblica amministrazione. A partire da quegli anni si diffuse il clima pertinacemente ostile all’iniziativa privata che in Italia rende arduo lanciare progetti imprenditoriali, fare innovazione, competere nei mercati globalizzati. Quella cultura retriva ha generato una nefasta stratificazione di regole, leggi e decr...

Per il lavoro non servono incentivi, ma decisioni

L’Italia, il Paese degli incentivi Ve ne sono di tutti i generi: crediti d’imposta per la cultura, incentivi per l’assunzione delle categorie svantaggiate, decontribuzione per il lavoro dei giovani residenti nel Mezzogiorno, sgravi che le imprese che esportano etc… Si tratta di misure talmente numerose, seppure di esiguo importo, da sfuggire ad ogni tentativo di censimento che pure le amministrazioni pubbliche, invero senza troppo impegno, hanno provato negli anni. Giocoforza, in pochi sono informati di questa miriade di micro-opportunità che, tra l’altro, anche quando conosciute, spesso risultano burocraticamente inaccessibili. Non a caso, Confindustria, almeno una volta all’anno, chiede al Governo di sacrificare questa “coriandolizzazione” degli aiuti economici per finanziare con il rica...

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