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bonus cultura

L'industria culturale in Italia c'è ma non si ve(n)de

Leggiamo poco: e questo si sapeva. Siamo i penultimi in Europa a esportare il nostro patrimonio culturale: non ne eravamo certi ma saperlo non ci sorprende. Infine il settore cultura non dà lavoro: sappiamo anche questo, citofonare ex neolaureati attualmente impegnati nei call center. Dire che il quadro offerto dall’Istat sia a tinte fosche è dir poco: qui la situazione pare drammatica. I dati forniti dall’Istituto di Statistica risalgono al 2015 e chissà se nel corso degli ultimi due anni la situazione è cambiata (in peggio). La lettura dell’articolo di Marco Cobianchi pubblicato sul Giornale ci dice chiaramente una cosa: la cultura in Italia sarebbe (condizionale d’obbligo) un comparto a dir poco florido, ma c’entrano poco gli investimenti pubblici nel settore. L’Italia nel 2015 ha stanz...

Idee PER tornare a produrre cultura

L’Italia deve tornare ad essere un luogo di produzione culturale, oltre che di tradizione e conservazione. La cultura serve a valorizzare le nostre radici, perché custodire è civiltà: bisogna quindi  salvaguardare la nostra civiltà, base dell’integrazione con le altre culture (capirle e farsi capire). La civiltà occidentale affonda da secoli nelle radici giudaico-cristiane che hanno plasmato l’individuo come persona libera in quanto soggetto autonomo dotato del libero arbitrio, in grado di decidere della sua vita e del suo destino e rispettoso al tempo stesso della vita dell’altro come prossimo. Autonomia della persona, senso di responsabilità, rispetto per la vita propria e altrui sono i valori che ci distinguono dalle altre civiltà.  I valori della persona libera e le virtù civili ...

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