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beni culturali

L'industria culturale in Italia c'è ma non si ve(n)de

Leggiamo poco: e questo si sapeva. Siamo i penultimi in Europa a esportare il nostro patrimonio culturale: non ne eravamo certi ma saperlo non ci sorprende. Infine il settore cultura non dà lavoro: sappiamo anche questo, citofonare ex neolaureati attualmente impegnati nei call center. Dire che il quadro offerto dall’Istat sia a tinte fosche è dir poco: qui la situazione pare drammatica. I dati forniti dall’Istituto di Statistica risalgono al 2015 e chissà se nel corso degli ultimi due anni la situazione è cambiata (in peggio). La lettura dell’articolo di Marco Cobianchi pubblicato sul Giornale ci dice chiaramente una cosa: la cultura in Italia sarebbe (condizionale d’obbligo) un comparto a dir poco florido, ma c’entrano poco gli investimenti pubblici nel settore. L’Italia nel 2015 ha stanz...

Proposta per una cultura critica

Il mondo in cui ci troviamo a vivere oggi è assai arretrato perché arretrata è la politica culturale proposta, sebbene spesso sia completamente assente. Personalmente credo, infatti, che soltanto attivando una politica culturale seria e lungimirante, volta all’apertura del mondo della cultura anche al mondo dei privati, si possa riuscire a proporre sempre più qualità e meno mediocrità, sempre più bellezza e meno immondizia, sempre più cultura e meno ignoranza.Fare cultura significa porre le basi per l’accrescimento sociale basato su di una popolazione sapiente e cosciente, capace di prendere decisioni e soprattutto di saper scegliere. Il Mondo di oggi è in continua evoluzione e non sempre questo significa fare un passo avanti verso “l’umanizzazione” dello stesso, anzi spesso significa alim...

PRIVATIZZARE LA CULTURA? MA ANCHE SÌ

“Quando salite in macchina, vi sentite in ansia perché l’ha costruita un’azienda privata? Quando andate al cinema inorridite al pensiero che il film della Walt Disney che state vedendo è stato pagato da un produttore privato e proiettato in un multisala privato?“ E ancora: “Trovate preoccupante che Dante, Omero, Shakespeare, Leopardi, D’Annunzio, Calvino, non siano tutelati da un ente pubblico ma siano diffusi, pubblicati, ripubblicati da industrie editoriali private come Mondadori, Garzanti, Rizzoli?” È il gemello diverso, diversissimo, di Tommaso Montanari, nel senso che anche lui è storico dell’arte e non è uno che le manda a dire, ma a differenza della superstar del ceto medio riflessivo, Luca Nannipieri afferma che la sola via per salvar...

Cultura e federalismo identitario per un’Italia più unita, forte e competitiva nell'era della globalizzazione

Per aiutare il paese ad essere efficiente e forte, capace di gestire da protagonista (e non subire) le dinamiche della globalizzazione, occorre rafforzare l’identità italiana operando sulla cultura, sulla gestione dei beni culturali, ovvero sull’architettura della res publica. Nello specifico occorre: Riorganizzare il sistema delle autonomie e degli enti territoriali della Repubblica italiana in senso democratico, ovvero (vista la storia politica e culturale del paese) in senso federale, così da responsabilizzare i cittadini e le comunità con autonomia e autogoverno. Occorre però che tale federalismo non sia di tipo burocratico (quello che guarda solo al numero di abitanti e km) ma che sia ispirato dal rispetto per le specificità delle singole comunità, per le identità territoriali storich...

Cultura, Università, Pubblica Amministrazione

Per il rilancio del patrimonio culturale in Italia Concedere la gestione complessiva della massima parte dei siti culturali italiani a soggetti privati, lucrativi e onlus. In tal modo si può dare attuazione all’art. 57-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede la possibilità di concedere l’uso dei beni culturali a terzi mediante concessione, pur mantenendo la proprietà degli stessi beni in capo allo Stato o agli altri enti pubblici territoriali (Regioni, province e comuni). Lo Stato e gli enti pubblici territoriali non hanno né risorse finanziarie né capacità gestionali tali da riuscire a garantire ottimali livelli di qualità di tutti gli istituti e luoghi della cultura. Lo stato di abbandono di molti luoghi pubblici e lo scarso rendimento economico ne sono la testimoni...

Idee PER tornare a produrre cultura

L’Italia deve tornare ad essere un luogo di produzione culturale, oltre che di tradizione e conservazione. La cultura serve a valorizzare le nostre radici, perché custodire è civiltà: bisogna quindi  salvaguardare la nostra civiltà, base dell’integrazione con le altre culture (capirle e farsi capire). La civiltà occidentale affonda da secoli nelle radici giudaico-cristiane che hanno plasmato l’individuo come persona libera in quanto soggetto autonomo dotato del libero arbitrio, in grado di decidere della sua vita e del suo destino e rispettoso al tempo stesso della vita dell’altro come prossimo. Autonomia della persona, senso di responsabilità, rispetto per la vita propria e altrui sono i valori che ci distinguono dalle altre civiltà.  I valori della persona libera e le virtù civili ...

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