Responsive Ad Area

arte

Piazza Affari no, ma una Camera dell’Arte? Why not?

Premessa (e non saltatemi piè pari solo perché sono una premessa): qui ci si riferisce solo e soltanto agli artisti nati dagli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso in poi. Perché? Perché lo so benissimo che nelle aste l’Italian sale va a gonfie vele, ma qui non si parla dei vari Fontana, Burri, Pascali, Manzoni e Fioroni e Festa (quindi si parla di un altro campionato, di un altro campo da gioco, di un altro sport). I quadri costano. Perché? Può essere utile il confronto con gli andamenti di Borsa? Nel senso: se i quadri fossero in tutto e per tutto simili ai titoli azionari e gli operatori dell’arte fossero in tutto e per tutto simili agli operatori di Borsa, allora il mercato (dell’arte) avrebbe una logica stringente e questo spiegherebbe perché per comprare un quadro di Samorì mi to...

I Musei da promuovere in Italia

Si dimentica che i più famosi e visitati musei del mondo hanno strutture imponenti per i depositi e i laboratori di restauro e ricerca, basti ricordare il British Museum di Londra e lo Smithsonian Institution di Washington, il Getty di Los Angeles. Uno dei punti nodali nel discorso di valorizzazione, conservazione, gestione e tutela, termini che in Italia molto spesso sono stati in antitesi, sono quindi i depositi. Oggi quindi la riserva (è meglio usare questo termine se facciamo riferimento a Beni Artistici che normalmente non sono esposti) costituisce un fondo straordinario al quale attingere per le attività previste dal museo: prestiti, mostre, attività didattiche e. perché no?, per esposizioni diffuse nelle periferie. Queste mostre costano poco e rendono molto in termini di crescita cu...

Cultura motore dell'Italia

Cultura e Economia Il sistema produttivo culturale e creativo fatto da imprese, PA e non profit genera 89,7 miliardi di euro e coinvolge altri settori dell’economia arrivando a muovere nell’insieme 249,8 miliardi, equivalenti al 17% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche da quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (il 6,1% del totale degli occupati in Italia). E se nel periodo 2011/2015 la crisi si è fatta sentire incidendo in negativo su valore aggiunto e occupati del Paese, rispettivamente con...

Idee PER tornare a produrre cultura

L’Italia deve tornare ad essere un luogo di produzione culturale, oltre che di tradizione e conservazione. La cultura serve a valorizzare le nostre radici, perché custodire è civiltà: bisogna quindi  salvaguardare la nostra civiltà, base dell’integrazione con le altre culture (capirle e farsi capire). La civiltà occidentale affonda da secoli nelle radici giudaico-cristiane che hanno plasmato l’individuo come persona libera in quanto soggetto autonomo dotato del libero arbitrio, in grado di decidere della sua vita e del suo destino e rispettoso al tempo stesso della vita dell’altro come prossimo. Autonomia della persona, senso di responsabilità, rispetto per la vita propria e altrui sono i valori che ci distinguono dalle altre civiltà.  I valori della persona libera e le virtù civili ...

Perché non creare la Camera dell'Arte?

Mi vorrei ricollegare alla proposta di Emanuele Beluffi: creare a Milano la Camera dell’Arte (e del Design?, e della Cultura?…per ora la chiamo solo dell’Arte), a modello della Camera della Moda Italiana. Credo infatti sia necessario un punto di riferimento che disciplini, coordini e promuova lo sviluppo dell’arte contemporanea, proponendosi di tutelare e potenziare la diffusione della cultura e dell’arte, sia in Italia, sia all’estero. La Camera dell’Arte dovrà essere il punto di riferimento e l’interlocutore privilegiato per tutte quelle iniziative volte a valorizzare e a promuovere l’arte. È importante che vi sia un organismo in grado di raccogliere e far dialogare tutti gli interlocutori in gioco: gli artisti, i musei, le fondazioni private, le gallerie, le fiere, le agenzi...

Metodi per liberare la cultura

La cultura è un rapporto fra produttore e consumatore e non ha colori politici. Se da un lato lo Stato non deve intervenire per fare cultura, dall’altro può porre le condizioni per la libera attivazione di ogni produzione culturale, sia privata che di interesse nazionale. Le sovvenzioni sono dannose perché sacrificano la qualità, hanno carattere esclusivo e non hanno come obiettivo il profitto (risultato: produzioni inutili). Le politiche culturali devono quindi essere inclusive. L’obiettivo di una politica culturale innovativa e di lungo periodo non è la democratizzazione del consumo culturale o il suo accrescimento quantitativo, ma la massimizzazione della qualità, che si ottiene attraverso le risorse del settore privato (il mondo produttivo: industria, moda, aziende creditizie) co...

Password dimenticata

Registrati