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Idee / Programma / Sanità

Sullo sciopero dei Dirigenti Medici contro i tagli alla sanità.

Lo sciopero indetto dai dirigenti medici, giusto e motivato da ragioni che vanno al di là della sola rivendicazione economica, per un contratto ormai fermo da 8 anni, è l’ennesima profonda lacerazione del tessuto sociale di questo paese, in cui la politica non è più in grado di cogliere le istanze dei suoi cittadini.

Nel caso dei medici la ferita è ancora più profonda perché in fondo la politica, come la medicina, dovrebbe offrire cure e soluzioni, mentre da tempo è causa di malanni. Si, perché la rivendicazione di oggi affonda le sue radici lontano: da anni ormai il nostro sistema sanitario è definanziato; sottoposto a tagli lineari che non hanno risparmiato i professionisti, i quali anzi sono stati considerati una delle principali spese da ridurre. Così oggi, dopo anni di blocco del turnover, contratti non adeguati, precariato, turni massacranti che troppo spesso si protraggono oltre l’orario dovuto/consentito, senza che venga riconosciuto neanche il titolo di lavoro usurante, ci troviamo una classe di medici stanca, di età avanzata, demotivata. Una classe di medici che sono stati letteralmente “commissariati” negli anni, le cui scelte scientifiche sono vincolate da problematiche economiche di budget, vittime della burocrazia imperante che sottrae tempo alla costruzione del rapporto medico-paziente che è alla base della professione e che da solo basterebbe ad eliminare gli sprechi figli della medicina difensiva.

Peccato che pochi sembrano rendersi conto, tra i politici, che i successi del nostro sistema sanitario, fino ad oggi uno dei migliori al mondo per outcome, sono da attribuirsi proprio alle qualità dei professionisti, medici e operatori sanitari, che hanno lavorato con abnegazione. Peccato che in pochi si pongano il problema della conseguenza sociale che ha e avrà questa deriva, se non si pone subito un argine.

La mobilitazione indetta per il 12 dicembre 2017 è finalizzata a denunciare una condanna a morte della sanità pubblica e dei relativi diritti costituzionali dei cittadini.

Giorno dopo giorno, taglio dopo taglio, gli utenti della sanità pubblica italiana hanno visto sottrarsi prestazioni sempre più importanti.

Ad oggi non ci sembra di ravvedere iniziative volte a invertire la rotta: nella legge di bilancio mancano 1,3 miliardi al fondo sanitario nazionale per la sostenibilità dei servizi previsti dai nuovi LEA e per rinnovare i contratti di lavoro. Il governo dei “bonus per tutti” non ritiene la salute una priorità. Invece la salute dovrebbe essere al centro dell’agenda politica. L’Italia ha bisogno di una grande riforma sanitaria, ma nulla si può fare se non prima si investe in coloro che della sanità sono il cuore. Serve un nuovo modello di medico per una nuova medicina, per questo oggi siamo al fianco di coloro che scioperano, e anche di coloro che pur volendo non possono scioperare perché antepongono alla rivendicazione sacrosanta dei propri diritti, il senso del dovere che impone di non abbandonare chi è malato.

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1 Commento su "Sullo sciopero dei Dirigenti Medici contro i tagli alla sanità."

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Giorgio Chiola
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Mi sembrano gli scioperi stile Alitalia che per migliorare il servizio lo hanno reso realmente inefficiente e poi fatto morire come da profezia sindacale. Si rende conto che sta avallando l’ennesima rivendicazione preelettorale vestita virtuosamente a festa perchè la sanità si presta? Questo sistema al giro precedente delle amministrative ha fruttato un immeritato rinnovo per il pubblico impiego per il quale ancora adesso stanno facendo le capriole per salvare l’altrettanto iniquo bonus da 80 euro. Ma se legge il programma a pagina 82 si parla di “…adeguare la remunerazione economica ai risultati.”. Trovo estremamente spiacevole questa Sua difesa a spada… Leggi di più
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