Responsive Ad Area

Condividi

Riforme istituzionali

Una legge elettorale non basta

Le sole leggi elettorali non garantiscono la stabilità politica. Questo assunto che sembra banale pare non essere chiaro ai più importanti esponenti politici che in questi giorni stanno lavorando al cosiddetto Tedeschellum. I sistemi elettorali, se calibrati sulle caratteristiche dei sistemi politici nazionali, possono agevolare la rappresentanza e le istanze dei diversi gruppi sociali. Tuttavia non bastano a garantire, esse sole, la stabilità: possono semplicemente favorirla o limitarla.

Per garantire stabilità e governabilità servono infatti dei dispositivi costituzionali specifici che limitino gli elementi deteriori del parlamentarismo. Per evitare le degenerazioni assemblearistiche, dunque, si possono utilizzare alcuni accorgimenti costituzionali: 1) Il rafforzamento dei poteri del Presidente del consiglio (premierato o cancellierato) e la semplificazione delle procedure di fiducia, al fine di favorire una procedura decisionale più rapida ma anche più controllata in una logica di checks and balances;
2) La sfiducia costruttiva.

Per razionalizzare il rapporto tra esecutivo e legislativo, si può ricorrere alla fiducia individuale ovvero l'attribuzione della fiducia al primo ministro e non al governo. In questo modo si rafforza l'autorità del premier che può concentrare su di sé il potere di nomina e di revoca dei ministri. In un Paese come l'Italia questa norma eviterebbe il potere di ricatto utilizzato dai piccoli partiti, che sfruttano gli incarichi ministeriali per rallentare le decisioni dell'esecutivo. Per limitare ulteriormente il potere di ricatto dei ''partitini'' sarebbe bene introdurre anche l'incompatibilità tra cariche ministeriali e cariche parlamentari, limitando così le ambizioni personali dei parlamentari di piccoli partiti che sperano nei tradizionali "rimpasti di governo" per ottenere posizioni di potere.
Per bilanciare il rafforzamento dell'esecutivo si potrebbe pensare ad una ridefinizione dei ruoli delle due Camere, affidando al Senato soli poteri di controllo sul Governo, e alla Camera il potere di fornire e ritirare la fiducia.

Infine sarebbe importante introdurre la sfiducia costruttiva, su cui Stefano Parisi ha lungamente insistito. Questo istituto sancisce che il Parlamento può dimissionare un cancelliere – essendo una norma tipicamente tedesca – solamente in presenza di una maggioranza capace di sostenere un cancelliere alternativo. In questo modo sarebbe molto difficile far cadere il governo  attraverso le temute ''imboscate parlamentari'', che tanto hanno nuociuto al Paese negli ultimi vent’anni.

Insomma, una legge elettorale può essere utile ma non basta se non viene accompagnata da modifiche costituzionali sostanziali, capaci di velocizzare davvero il processo decisionale e governativo. Un rinnovamento costituzionale serio (lungi dal pasticcio della riforma Boschi) e una buona legge elettorale, potrebbero dunque garantire all'Italia stabilità e governabilità. Questo sarebbe un ottimo combinato disposto. 

Condividi

Foto del profilo di Martino Loiacono
Laureato in lettere moderne, con un debole per la Storia contemporanea e per la politica. Liberale.

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati