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Idee / Semplificazione e Digitalizzazione

Settore pubblico e formazione: due proposte

di Stefano Mei

Al giorno d’oggi assistiamo ancora ad assenteismi nei pubblici uffici ed altre nefandezze (cartellini timbrati in mutande, conduttori di metropolitane che pranzano durante il servizio a bordo del metro stesso oltre ai ripetuti episodi di corruzione etc;).
Mi chiedo come sia possibile non avere nel settore pubblico una coscienza morale che spinga a far riflettere sul fatto che che il dipendente pubblico (dall’operatore ecologico al manager) è un rappresentante dello Stato e viene pagato con i soldi delle tasse dei cittadini, lavora (o almeno dovrebbe) per la nazione.

Tutto ciò ha una base, un punto di partenza: a volte l'impiego statale viene individuato come un ammortizzatore sociale, grazie a cui, tramite favoritismi, vengono assunte persone, ma senza la consapevolezza dei valori che dovrebbero essere alla base morale di una nazione.
Quante volte abbiamo sentito dire la frase inconsapevole "un bel posto statale e via"?

Per far fronte al problema culturale ed educativo sarebbe necessario - a mio avviso -  istituire degli istituti tecnici di pubblica amministrazione, in cui si rendano edotti gli studenti circa i processi documentali che si svolgono all'interno delle pubbliche amministrazioni, delle società partecipate, degli enti (comuni, regioni etc). Questi istituti dovrebbero garantire un percorso generale per tutti per 2 anni, per poi successivamente diramarsi in più discipline per garantire agli studenti un percorso specifico concentrato appunto su una disciplina. E' certamente necessario all'ultimo anno della scuola, effettuare degli stage per toccare con mano la realtà.

Per quanto riguarda i furbetti del cartellino propongo una soluzione drastica ma che risolverebbe molti problemi: al posto del solito cartellino o del badge che possono essere benissimo scambiati, sarebbe il caso di attivare dei tornelli che garantiscono ingresso e uscita tramite impronte digitali.

Comprendete bene che la mia non è una presa di posizione verso i dipendenti pubblici, anzi le mie proposte vorrebbero essere degli strumenti di tutela verso chi svolge questo compito in modo onesto.

 

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