Responsive Ad Area

Condividi

Sanità / Semplificazione e Digitalizzazione

Sanità Digitale – Di che cosa si tratta?

Già negli ultimi anni, grazie al Ministero della Salute che ha provveduto alla pubblicazione delle linee guida sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), la situazione ha lasciato lo stato di immobilizzazione.

La Provincia Autonoma di Trento e ben 4 regioni hanno sviluppato il FSE e lo hanno messo a disposizione dei cittadini. Tra queste c’è la Sardegna che si affianca a tre regioni del Settentrione: Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia. Purtroppo, meno del 15% della popolazione usa realmente il FSE, poiché non è ancora funzionante. La “ricetta elettronica”, altro baluardo del concetto di digitalizzazione nell’ambito sanitario, stenta a decollare. I dati del 2013 considerano che quasi il 25% delle aziende sanitarie consente di pagare il ticket online, il 50% la prenotazione online di visite specialistiche, e meno del 45% di accedere ai referti. Per ridurre i costi, ma soprattutto le inefficienze dei servizi sanitari, il progetto “Sanità digitale” è basilare.

Lo scopo principale è di incentivare nuove tecniche informatiche e mediche come il telemonitoraggio, il teleconsulto e la telemedicina, che consentono la cura a distanza di un paziente o di fornirgli adeguati servizi sanitari a distanza. I quattro punti cardine da sviluppare sono le ricette digitali, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), le prenotazioni online e la dematerializzazione delle cartelle cliniche e dei referti medici. Le ricette digitali sono documenti digitali che andranno a sostituire le prescrizioni farmaceutiche cartacee. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è una raccolta di tutti i documenti clinici relativi lo stato di salute di un cittadino. Le prenotazioni online incentivano l’estensione dei Centri Unici di Prenotazione (principalmente online) delle prestazioni sanitarie. La dematerializzazione delle cartelle cliniche e dei referti medici permetterà un’accelerazione del processo di trasformazione dei referti medici e delle cartelle cliniche in documenti digitali. La Sanità Digitale vede la partecipazione attiva di numerose componenti: le aziende sanitarie private, le Regioni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento Funzione Pubblica, il Ministero della Salute, le aziende sanitarie pubbliche, il Ministero Economia e Finanze, i fornitori di soluzioni ICT e l’AGID.

La Sanità Digitale porterà a ridurre le inefficienze e gli sprechi e limitare le differenze territoriali. Il futuro della Sanità Digitale è rappresentato dallo sviluppo di sistemi completamente integrati, che permetteranno una consistente interazione dei sistemi informativi sanitari, con la standardizzazione della raccolta e del trattamento dei dati sanitari. Inoltre sarà elevato anche il risparmio sulla spesa pubblica. Infatti, le strutture sanitarie potranno ridurre i costi di circa 4 miliardi l’anno. In dettaglio si stima che più di 2 miliardi saranno risparmiati grazie alla dematerializzazione dei referti e dal FSE, 150 milioni con la razionalizzazione dei data center, 160 milioni dalla prenotazione online delle prestazioni, 400 milioni dalla consegna dei referti via web, circa 800 milioni dalla riduzione dei ricoveri per errori evitabili dall’uso dei sistemi informatizzati. Anche il cittadino potrà usufruire di notevoli risparmi economici (circa 5,5 miliardi di euro), oltre ad un notevole miglioramento del livello del servizio. In dettaglio si stima che più di 4,5 miliardi saranno risparmiati grazie alla possibilità di ritirare referti via web, 170 milioni mediante le soluzioni di gestione informatizzata dei farmaci e circa 600 milioni attraverso la prenotazione via web delle prestazioni. Mentre l’informatizzazione ha lo scopo di rendere più semplici e sicure le attività umane, la sanità ha lo scopo di rendere più sicure e meno costose le attività sanitarie.

Purtroppo, allo stato attuale, l’informatica è sottovalutata e considerata solo un grande database che non usa i dati in maniera proattiva, al fine di ridurre tutte quelle attività potenzialmente a rischio per il paziente. Inoltre, il nostro Paese non essendo sufficientemente informatizzato, ha ancora numerose amministrazioni che non si parlano. Nonostante per i medici di base siano stati messi a disposizione software potenti che permettono di gestire i propri pazienti nella maniera più opportuna, in ambito ospedaliero il tutto fatica a svilupparsi. Infatti, gli assistiti sono presenti in diversi database (ASL, medico di base, anagrafe, ecc…) che non sono in grado di interagire tra di loro. Purtroppo, le strutture ospedaliere non possono accedere ai database esterni alla struttura. Il tutto comporta un difficile lavoro per il medico ospedaliero, che non può consultare dati e informazioni relative al paziente poiché presenti su database esterni. Un paziente potrebbe aver sostenuto un esame importante per la diagnosi necessaria qualche giorno prima, magari anche in un’altra struttura ospedaliera di un’altra città, ma che purtroppo non è considerabile a causa della mancanza di interazione tra database.

Condividi

Foto del profilo di fscotto
Nato ad Avellino il 3 Aprile 1982. Nel 2005 ho conseguito la Laurea con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sull'Interazione Uomo Macchina. Nel 2008 ho conseguito la Laurea Specialistica con lode in Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno, con tesi sulla Simulazione. Lavoro dal 2009 nel settore Informatico. Attualmente sono analista/programmatore. Nel 2009 mi sono trasferito a Milano per lavorare in ambito Informatica bancaria (area Finanza). Dopo due anni e due mesi mi sono trasferito a Roma. Nutro interesse verso i linguaggi di programmazione, ottime competenze matematiche (in particolare nel campo statistico e tecniche di ottimizzazione e simulazione) e swarm intelligence. Spero di poter dare un forte contributo per risvegliare il Paese.

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati