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Idee / Roma

Da Roma all’Italia: i rischi di un governo a 5 Stelle

Il Comune di Roma, presentando il bilancio consolidato, ha fatto emergere volente o nolente una gestione amministrativa e manageriale della “Capitale” completamente fuori controllo. In altre parole si può dire che la mano destra non sa quello fa la mano sinistra. Segno di tutto ciò è il disallineamento contabile delle partite di bilancio tra il Comune e le numerose partecipate. L’Oref, il collegio di revisione del bilancio dei conti della Capitale, non poteva che bocciare il bilancio approvato venerdì dal Consiglio comunale. Nel documento, infatti, non emergono le posizioni di debito delle partecipate verso il Comune e, viceversa, non sono chiare le posizioni di credito delle partecipate verso Roma.
Semplificando al massimo: non possiamo dire se il bilancio sia in rosso o meno. Questo fa emergere una mancanza totale di un controllo gestionale e di una visione progettuale nella gestione della cosa pubblica. Certamente la situazione era già molto compromessa da prima e lo sarà per chiunque si presenti a governare Roma. Il M5S è al governo da più di un anno e ha il dovere di trovare soluzioni e smetterla di raccontare la “mala gestione” del passato. La politica dovrebbe risolvere problemi e non fornire riassunti sul malgoverno precedente.
Un dubbio sorge spontaneo: non è che il M5S, non riuscendo o non sapendo fare politica, si stia specializzando nel praticare concordati preventivi? A Livorno “risolvono” la questione della Aamps, la loro partecipata dei rifiuti, con la procedura concorsuale. A Civitavecchia presentano il concordato preventivo per la Holding Civitavecchia Servizi. Così a Roma si procede verso il “mega” concordato Atac. Cosa accadrebbe se andassero al governo del Paese o della Sicilia? Due, enormi concordati preventivi?
Le procedure concordatarie hanno origine nel mondo delle aziende commerciali a tutela dei terzi e poi si sono allargate al mondo degli enti pubblici che esercitano anche attività commerciali. È vero che alcuni enti pubblici sono fallibili, ma il castello delle norme procedurali non è stato creato per quel mondo, ma si è adattato ad esso. In una nota del bilancio Atac si legge che l’ “Assemblea capitolina sottolinea che l’ipotesi di ricapitalizzazione di Atac S.p.A. potrà essere valutata nel contesto di un piano generale di risanamento, da attuare attraverso l’istituto del concordato preventivo in continuità”.
La politica dovrebbe avere la forza di governare senza ricorrere al mantello dei tribunali. I problemi di Roma sono la copia fotostatica di quelle nazionali: alto debito, mancanza di investimenti, alto numero di dipendenti, mancanza di politiche sull’export.
L’esperienza di governo locale dei Cinque stelle manifesta in modo chiaro se non l'incompetenza, la paura di praticare scelte politiche che, ovviamente, possono innescare conflittualità sociali, normali in un paese democratico. I Grillini, dicono, si preparano a governare l’Italia. Va ricordato loro che non potranno accedere alle procedure concorsuali per l’intero Paese. La sola idea di fare default sul debito causerebbe danni incalcolabili. Se il M5S vincerà le elezioni nel 2018 bisognerà ricordargli che non potranno usare procedure concorsuali? Il Paese ha bisogno sì di una nuova classe dirigente, ma che sia all’altezza del compito. Con una strategia e una visione che non sia soltanto liquidatoria o concorsuale.
(Massimiliano Napoletano)

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