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Riqualificazione Ambientale: c’è tanto da fare, c’è solo da muoversi!

Durante la recente riunione del gruppo di lavoro Energia & Ambiente sui Finanziamenti delle Opere di Riqualificazione Ambientale (ovvero dell'Ambiente Costruito e Non) sono state intercettate le tipologie di opere, dove gli edifici a grande concentrazione abitativa e di frequenza prendono primaria importanza; e per essi sono sorte delle interessanti proposte da parte dei partecipanti che ne hanno captato alcuni meccanismi di autofinanziamento. 

Nel primo stage della riunione sono state captate le tipologie più importanti di opere di riqualificazione dell’ambiente, facendo distinzione tra ambiente costruito comprendente beni immobili, ed il verde urbano (la tematica della riqualificazione dei beni ambientali paesaggistici e naturalistici si terrà invece prossimamente).

Di primaria importanza è risultata la riqualificazione di edifici a grande concentrazione abitativa e di frequenza, o che comunque coinvolgano grandi investimenti energetici ai fini del servizio, come edifici pubblici e condomini (giusto per citarne alcuni).

Sono molti gli incentivi che l’Unione Europea mette a disposizione per avviare la conversione degli edifici ad alto dispendio energetico a quelli ad alto rendimento impiantistico (che include le performance abitative dovute all’involucro edilizio), e consecutivamente economico. E’ però certamente un problema acquisirne. Il gruppo di lavoro difatti ritiene che (se si vuole usufruire di incentivi) ci sia l’esigenza di avere un’agenzia che faciliti l’acquisizione di fondi europei, poiché attualmente bisogna muoversi tramite consulenti e ciò talvolta consente ai professionisti del settore d’interesse di speculare; è necessario dunque avere degli enti o delle organizzazioni che garantiscano trasparenza amministrativa, e che al contempo siano vicini al cittadino, per consentire un equo accesso ai fondi. Su proposta del gruppo, Energie per l’Italia potrebbe lavorare sull’offerta di questo servizio.

Sono comunque da preferire agli incentivi i meccanismi di finanziamento tramite terzi o di autofinanziamento delle opere, che consentano di non gravare ed aggravare il debito pubblico, come i meccanismi adottati dalle E.S.C.O. volti al recupero dell’investimento sull’utile derivante dal risparmio energetico, dove i terzi si impegnano a mantenere lo stesso prezzo in bolletta fino a fine ammortamento dell’investimento effettuato sull’immobile ristrutturato.

Passando ad una vista sull’ambiente costruito ad ampio spettro, un altro focus è stato effettuato sull’importanza di effettuare controlli sulla veridicità e sulla validità della mappatura di vulnerabilità sismica nazionale che consente di comprendere quali edifici devono essere certificati di avere delle buone prestazioni statiche. La resistenza sismica degli edifici si riunisce alla visione dell’edificio energeticamente efficiente nell’ottica di effettuare un’unica mappatura nazionale delle riqualificazioni ove gli interventi mirino alla prestazione massimale sia in termini energetici- termoigrometrici che statici, e consecutivamente di comfort e sicurezza abitativa.

Alla mappatura nazionale degli interventi si sussegue in ordine gerarchicamente decrescente una proposta di piano operativo regionale ed urbano, che delinea, in concordanza con i vincoli paesaggistici e naturalistici, le sequenze operative su scala nazionale su base delle tipologie di edifici su cui si intende intervenire al fine di raggiungere i target 20-20-20 con efficacia ed in tempi ristretti rispetto a quelli che normalmente si sperimentano nel settore dell’esecuzione delle opere.

Perché ciò avvenga occorre non solo far si che il tasso di burocratizzazione nazionale decresca, ma anche avere delle figure di controllo a valle e a monte dell’operazione che riportino con rigore e serietà gli output al vertice di esecuzione del piano. Figure manageriali ed ufficiali che siano esterne all’esecuzione tecnica dei lavori, ma che seguano il globale e totale avanzamento del piano di riqualificazione.

Molti sarebbero i vantaggi che ne deriverebbero, partendo da quello occupazionale e di crescita del gettito fiscale, sebbene comunque la politica debba avere il coraggio di effettuare tagli drastici sulla tassazione per consentire e favorire un’economia di sviluppo e benessere, cosa su cui Energie per l’Italia si batte a spada tratta.

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