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Esteri

La questione Europea: alcuni spunti di riflessione

Alcuni spunti di riflessione sul dibattito attuale relativo alla relazione dell'Italia e l'Unione Europea e proposte sulle modalità di azione della politica italiana nelle istituzioni europee.

di Maurizio Cotta (università di Siena)

Il dibattito sulla politica estera italiana è strettamente legato a quello sull'Unione Europea. Ecco alcuni spunti di riflessione sul dibattito attuale relativo alla relazione dell'Italia e l'Unione Europea e proposte sulle modalità di azione della politica italiana nelle istituzioni europee.

La questione Europea è di primaria importanza per l’Italia da molto tempo; lo è in particolare oggi nel momento in cui sentiamo ancora la coda della grande crisi economica e siamo ben dentro ad altre crisi (migratoria e di sicurezza), ma contemporaneamente (dopo Brexit, elezioni francesi e prossime elezioni tedesche) stiamo entrando in un fase nuova per le UE.

Proprio perché di primaria importanza la questione europea richiede discorsi chiari e politiche serie e meditate.

“Quello che è bene per l’Europa è bene per l’Italia”. Questa affermazione deve essere fatta con chiarezza e senza timore. E’ facile dimostrarla: sul piano della sicurezza l’Italia, al centro di un’area di crisi come il Mediterraneo attuale e in una fase di grande incertezza della politica estera Statunitense, può trovare un appoggio solo nell’Unione Europea. Su piano dell’economia l’Italia con un export verso l’Europa del 60% sul totale (56% verso UE), ha assoluto bisogno di un mercato europeo florido e di autorità europee capaci di confrontarsi su un piano di parità con i grandi attori (USA e Cina) del mercato mondiale le cui politiche future presentano margini di incertezza rilevanti.

Sul piano della cultura amministrativa l’Italia ha molto da guadagnare ad essere esposta e contaminata dalle best practices amministrative degli altri paesi dell’UE. Per non parlare del fatto che i paesi europei sono un importante mercato di lavoro per molti nostri giovani (purtroppo!).

“Che cosa è bene per l’Europa?”. E’ tempo che i politici italiani si interroghino con più serietà su questo punto, invece di concentrarsi quasi unicamente su “che cosa chiedere all’Europa” (più flessibilità, più aiuti per gestire l’immigrazione, ecc.). Le forze politiche italiane (possibilmente con una certa unità di intenti) dovrebbero sviluppare una agenda per l’Europa dalla quale naturalmente potranno derivare benefici anche (ma non solo) per l’Italia. Visti i risultati delle recenti crisi, è certo “bene per l’Europa” rafforzare tutte le sue capacità istituzionali di azione a livello sovranazionale nei vari settori di crisi. Cioè più “Europa Federale”. L’Italia tipicamente ha più da guadagnare da un “governo europeo comune” il quale abbia gli strumenti e la legittimità per far fronte alle proprie responsabilità che non dalla benevolenza dei singoli stati (Europa intergovernativa) che sono animati da robusti egoismi. La prova è che i maggiori aiuti nella crisi economica sono venuti a noi e ad altri dalla BCE di Draghi e non dal Consiglio Europeo.

Più “governo europeo” richiede però rafforzamento non solo finanziario e amministrativo (anche questo) delle istituzioni di Bruxelles, ma soprattutto più rafforzamento politico e maggiore rappresentanza europea per meglio articolare gli interessi comuni.

Come agire in Europa ? aggregarsi al gruppetto di testa o cercare di essere presenti nelle istituzioni sovranazionali e valorizzarle? I tentativi di agganciarci da soli al treno franco-tedesco ottengono quasi sempre risultati deludenti. L’Italia deve sviluppare capacità di parlare non solo per sé ma anche per altri paesi (costruzione di coalizioni) e soprattutto deve sapere agire molto più efficacemente nelle istituzioni europee sovranazionali (quindi Parlamento europeo, gruppi parlamentari europei, commissione, ecc.). Premessa indispensabile per tutto è però saper dimostrare di mantenere gli impegni presi e mostrare energia nel mettere a posto i nostri problemi interni. Meno auto-commiserazione, più serietà.

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2 Commenti su "La politica estera italiana e la questione europea: alcuni spunti di riflessione"

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[…] Cotta, in un Suo recente contributo, Lei ha fatto riferimento a una ‘fase nuova’ nella vita dell’UE. Pensando ai […]

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[…] del rapporto costitutivo del nostro Paese con l’Unione, interessano anche altri ambiti. Come scrive Maurizio Cotta, docente di Scienze Politiche all’Università di Siena, «nel momento in cui […]

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