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Idee / Roma

Rifiuti: siamo in piena emergenza ma le istituzioni locali litigano

di Donato Robilotta

Come era prevedibile a Roma è scoppiata l’emergenza rifiuti ma Regione e Campidoglio, invece che assumersi le proprie responsabilità, litigano e giocano a "scarica barile" invece che assumersi le proprie responsabilità. Come ha di recente denunciato la Bbc, da cui l’indignazione del nostro Emanuele Schibotto di qualche giorno fa, tre treni a settimana, dopo un viaggio di oltre 1.000 chilometri, portano circa 2.500 tonnellate di rifiuti in un impianto viennese che genera poi energia elettrica utilizzata per alimentare 170.000 case.
È veramente paradossale che i rifiuti di Roma vengano portati in Austria per essere smaltiti da un inceneritore alle porte di Vienna con Regione e Campidoglio che continuano a dire no al termovalorizzatore a Roma.
Come si vedrà dai dati l’emergenza è dovuta alla mancanza a Roma di una discarica di servizio e del termovalorizzatore, come ha più volte sottolineato in questi giorni il Ministro Galletti.

Ora il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, incalza la Sindaca di Roma affinché si assuma la responsabilità di individuare un sito per la discarica di servizio, che ovviamente non può essere individuato in altre parti della Regione, ma non dice che è stata la sua giunta a consentire alla giunta Marino di chiudere la discarica di Malagrotta, senza aver individuato un sito alternativo e senza aver costruito l’impiantistica necessaria a chiudere il ciclo.
Il mantra dell’amministrazione Marino, con il consenso dell’amministrazione Zingaretti, era che conveniva portare i rifiuti all’Estero, cosa invece che ha comportato un forte aumento dei costi e che costituisce rischio per una nuova infrazione europea.
A fronte di questa emergenza il Campidoglio non solo continua a dire che non c’è bisogno della discarica ma ha anche presentato un piano evanescente perché non si può dire che la soluzione sarà portare da qui al 2020 la raccolta differenziata al 70%, quando oggi siamo al 38%, e soprattutto senza indicare le risorse adeguate.

È paradossale poi che Zingaretti e Raggi litighino ma insieme dicano  no al termovalorizzatore a Roma, che non solo è stato autorizzato ma è anche in parte costruito e per entrare in funzione ha solo bisogno di un’ultima autorizzazione regionale, e continuano ad opporsi al decreto sblocca impianti che lo prevede.
Infatti il Governo con il Dpcm del 10 Agosto del 2016, cd sblocca inceneritori, ha inserito proprio il Lazio tra le Regioni che hanno un urgente bisogno di impianti, prevedendo non solo il termovalorizzatore di Malagrotta, oltre ai due di S. Vittore e Colleferro, ma anche un quarto impianto in grado di smaltire 210 mila tonnellate l’anno.

Vediamo i dati di Roma sui rifiuti.
Secondo gli ultimi dati Ispra 2015 Roma Capitale produce 1.681.245 t/a di rifiuti, con una raccolta differenziata pari al 38,8%, e circa 1.028.922 t/a di indifferenziato, che con l’aggiunta dei rifiuti di Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano, arriva a un totale di 1.122.522 t/a da trattare, pari all’incirca a 3.000 t/g.
Con la differenziata la produzione della frazione organica (umido) è pari a 200.000 t/a, ma l’impianto Ama di Maccarese ha una capacità pari a 30.000 t/a, per cui oltre 170.000 t/a dal sito di trasferenza di Maccarese vengono portati a Pordenone.
Con l’aumento della raccolta differenziata aumenta la produzione dell’umido e la decisione del Campidoglio di costruire con Ama impianti per la frazione organica per 120 mila tonnellate appare del tutto insufficiente per soddisfare le attuali esigenze.
A Roma ci sono quattro impianti di Tmb, due di Ama e due di Colari, con una capacità complessiva di trattamento pari a 935.000 t/a (3000 t/g) e quindi con un deficit pari a 187.522 t/a ( 601t/g) di rifiuti che devono essere portati in altri impianti fuori Regione per essere trattati.
Gli impianti di trattamento producono complessivamente, secondo i dati della Regione, circa 420.000 t/a di cdr, che vengono portati in termovalorizzatori all’estero, e 510.000 t/a di scarti e fos, che vengono portati in discariche fuori Regione o all’estero.

Come si vede da questi numeri la carenza impiantistica è strutturale, per cui Regione e Campidoglio invece che litigare farebbero bene a mettersi intorno ad un tavolo, assumersi le proprie responsabilità e soprattutto decidere.
A meno che non sperano che il Governo nomini un commissario per togliere le castagne sul fuoco alle istituzioni locali.

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