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Idee / In primo piano

Ricostruiamo un grande Paese

Per tornare a essere un Grande Paese gli italiani hanno bisogno di una rappresentanza politica nuova, coesa, onesta, libera, riformatrice.  Pronta a ricostruire lo Stato e le istituzioni su basi democratiche, popolari, federaliste.

Lo Stato deve far sentire gli italiani sicuri, padroni del loro destino, forti in un paese forte.  Lo Stato è degli italiani. Oggi siamo sudditi di uno stato arrogante, costoso e inefficiente. Una nuova politica deve ricostruire un nuovo Stato, che si limiti a regolare in modo trasparente e efficiente il libero dispiegarsi della nostra società, delle nostre comunità.

Per consentire il libero dispiegarsi delle energie private, lo Stato deve mettere tutti, individui e imprese, nella condizione di dare il meglio di sé e per questo esserne ricompensati. Il merito e la concorrenza devono diventare anche in Italia principi essenziali della società. A livello individuale lo Stato deve consentire a tutti, indipendentemente dalla condizione di nascita, di migliorare la propria condizione sociale sulla base dei propri meriti, anche attraverso un’istruzione adeguata e formativa. A livello di imprese, lo Stato deve promuovere la libera concorrenza a ogni livello e contrastare il sorgere di gruppi di potere e monopoli. Il libero operare delle forze di mercato richiede anche un sistema fiscale semplice, stabile e trasparente: solo così si potrà realmente disincentivare l’evasione fiscale.

Lo Stato deve renderci sicuri.  Deve difendere le nostre vite dal rischio del terrorismo islamico.  Lo Stato deve perseguire con efficienza e determinazione chiunque commetta reati a danno della nostra vita e delle nostre famiglie. Lo Stato deve assicurare una Giustizia senza errori, efficiente e rapida.

Lo Stato leggero deve liberare le energie positive degli italiani, liberare le imprese e le persone dalla burocrazia e dalla pressione fiscale inefficiente, iniqua e ossessiva.
Lo Stato deve ritirarsi dalla gestione diretta di tutte le attività che possono essere svolte in modo più efficiente e meno costoso dalle nostre comunità e dalle imprese private.

La crescita economica, l'occupazione, l'equità sociale e la lotta all'impoverimento delle famiglie, lo assicurano gli investimenti privati, ed uno Stato snello, giusto ed efficiente. Non la spesa pubblica.

Il sistema di welfare deve dare stabilità e sicurezza ai cittadini, deve integrare il pubblico e le comunità.

Uno stato snello è l'unica via per ridurre la pressione fiscale sulle imprese, sulle case e sul lavoro. Si può ridurre il deficit e promuovere la crescita economica.  La pubblica amministrazione moderna e digitale può diventare da palla al piede del Paese a promotore degli investimenti, del benessere e dell'equità sociale.  Solo dipendenti pubblici volenterosi e motivati possono assicurare questa trasformazione.

Il Paese deve costruire il suo futuro con un sistema educativo moderno, efficiente, che assicuri libertà di scelta per le famiglie e qualità formativa per i nostri giovani.

Lo Stato deve regolare i flussi migratori in modo efficiente e rigoroso.  Chi vuole vivere in Italia lo deve fare nel pieno rispetto dei nostri valori culturali e religiosi e delle nostre regole democratiche.  Rispetto delle regole e legalità in cambio dei diritti.  Per gli italiani e per gli immigrati che vivono in Italia nelle nostre regole.  Dobbiamo creare le condizioni di sviluppo economico nei Paesi di provenienza degli immigrati, utilizzando le risorse che oggi vengono impegnate per l'accoglienza, perché trovino nel loro Paese quelle opportunità che cercano in Europa.

L'Europa deve avere questi chiari obiettivi, deve cambiare. Oggi rende insicuri i suoi cittadini, con un economia debole, con un apparato burocratico soffocante che annulla le radici e le identità nazionali degli europei. Deve invece assicurare interventi chiari determinati per lo sviluppo della nostra economia, per la sicurezza dei nostri confini,  per governare l'immigrazione.

Siamo in una nuova epoca.  La globalizzazione, la pressione migratoria, la depressione demografica, la stagnazione economica, il terrorismo islamico, la trasformazione digitale, richiedono nuove politiche, nuove visioni, nuove persone.

Come sarà l'Italia tra 20 anni dipende da noi, da quello che faremo oggi.  Il nostro lavoro parte dalle nostre identità popolari, dalla nostra libertà, dalle nostre famiglie, dalla nostra cultura occidentale, delle nostre radici giudaico-cristiane.  Con il nostro lavoro possiamo dare un futuro di prosperità, sicurezza, lavoro e speranza ai nostri giovani.

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4 Commenti su "Ricostruiamo un grande Paese"

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Franco Vollaro
Iscritto

Nel programma non vedo riferimenti a interventi mirati su turismo/sport/cultura come sviluppo del territorio e occupazione

Iscritto

Le nostre radici, quelle della cultura occidentale europee, affondano anche nella Laicità, sia dello Stato che dell’individuo. Se non si afferma anche questo significa voler negare gli ultimi secoli di storia moderna e contemporanea e fare un forzatura ideologica e restringere il campo. Quindi nel manifesto va aggiunto questo passaggio, per me fondamentale, già per altro sottolineato in altro luogo, ma non inserito.

Iscritto

Grande Stefano , sei il futuro del centro destra .

Iscritto
Difficile commentare un articolo così completo. Vorrei soltanto fare delle semplici osservazioni: —la mediana della popolazione italiana è di 47 anni. Quella africana di 16 anni; – ci sono stati minor decessi di uomini oltre gli ottanta che nuove nascite. Il problema demografico è strategicamente fondamentale e come non si può non pensare finalmente ad una politica che non a parole ma fattivamente ponga il tema FAMIGLIA e GIOVANI al centro della propria visione. Infine EUROPA: be’ senza andare nello specifico ( basta vedere il caso Grecia o USA E CANADA che affermano che quando parlano con l’ambasciatore tedesco per… Leggi di più
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