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Disegni di legge / Semplificazione e Digitalizzazione

Rapporto Censis: l’Italia ha fame di digitale

I risultati dell'ultimo rapporto Censis/Ucsi mettono un punto fermo e incontestabile su una delle più grandi e ripetute scuse che circolano quando si parla dei ritardi nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione : "Gli italiani sono un popolo vecchio, non sono ancora pronti a un'innovazione spinta", così l'innovazione è rimasta in secondo piano, un dettaglio secondario rispetto a molti altri temi. Ma il 14° rapporto del Censis mette in risalto traguardi importanti che vanno contro il pensiero dominante sulle nuove tecnologie:

- il 75,2% degli italiani naviga regolarmente in internet
- il 69,6% utilizza quotidianamente lo smartphone
- nel giro di 1 anno la mobile tv ha raddoppiato i propri utenti dal 11,2% al 22,1%

Tutto questo non è successo per un improvviso cambio generazionale, l'età media degli italiani è sempre quella, anzi si stanno registrando più decessi che nascite quindi al momento siamo una società che continua solo a invecchiare. Questa spinta improvvisa all'uso delle nuove tecnologie è semplicemente il frutto di una più ampia offerta di servizi. In un periodo di tempo quantificabile in 10 anni sono nati con offerte sempre più variegate i social network, la tv on-demand, lo streaming, l'home banking, le app. Sono i nuovi servizi che hanno suscitato interesse e di conseguenza domanda. Perché non applicare questa logica nella digitalizzazione della PA?

Dobbiamo cambiare profondamente i processi interni e il rapporto tra PA e cittadino, innovandolo, dando spazio all'inventiva dei privati. Serve una Pubblica Amministrazione Digitale con un'interfaccia standardizzata, aperta a tutti, con poche regole semplici e chiare. In questo modo si lascia spazio a chi crea servizi digitali ed è in grado di portare la propria esperienza e competenza al servizio dei cittadini, sviluppando applicazioni che rispondono a esigenze pubbliche. Il cittadino dovrà solo scegliere quale servizio si avvicina di più ai suoi bisogni e ai suoi gusti. E se vi state chiedendo "ma i privati non faranno pagare le proprie applicazioni con un ulteriore costo per la PA e dunque per le tasche dei cittadini?", beh tenete conto che nel mondo dei social e del web le piattaforme che fatturano di più sono quelle che consentono un utilizzo gratuito dei propri servizi.

Fonti: ANSA - 14° Rapporto Censis-UCSI

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