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Economia e Fisco

Una proposta di reddito minimo

I limiti del reddito di cittadinanza sono principalmente due: la dipendenza dal welfare e l’azzardo morale. Esiste un modo per adottare una forma di reddito minimo che non abbia questi difetti? Forse sì.

Partiamo innanzitutto dalla soglia minima di reddito chiamata Beneficio Base (BB).  Il reddito base in questo esempio è di 250 euro al mese per ogni famiglia. Esiste poi il Beneficio Massimo (BM) che è l'ammontare massimo di beneficio al quale una famiglia può aspirare e si tratta di 400 euro al mese per un nucleo familiare.

Lo strumento di aiuto sociale si articolerebbe in tre fasi: introduzione, plateau e ritenzione. Nell’Introduzione ogni famiglia che non produce reddito riceve un BB. Quando nel nucleo familiare uno dei componenti comincia a produrre reddito, e.g. 1 euro, esso verrà finanziato dall'ente con un altro euro.  In altri termini, oltre al BB per ogni euro guadagnato (Extra Reddito o ER) la famiglia ne riceve uno. La formula è molto semplice: Beneficio = BB + 1 * ER. Il Plateau comincia quando la famiglia arriva a guadagnare 150 euro al mese, il beneficio si arresta e raggiunge il suo massimo ovvero BM. La formula per derivare il Beneficio della famiglia nella fase di Plateau è altrettanto semplice: Beneficio = BM. Il Plateau termina quando il nucleo famigliare ha raggiunto un ER di 300 euro mensili. A quel punto inizia la Ritenzione che consiste in una riduzione graduale del beneficio man mano che il nucleo famigliare guadagna sempre più ER. In questo esempio, il beneficio viene ridotto di 50 centesimi per ogni euro guadagnato in più dalla famiglia fino ad arrivare ad una totale eliminazione di esso ad un ER di 1,100 Euro. La formula per derivare l'ammontare di beneficio è: Beneficio = BM - 0:5 *(ER-300), dove 300 è il reddito alla fine del Plateau.

Ovviamente questo strumento, per funzionare al meglio, dovrebbe innestarsi all'interno di un programma che comprende anche l'inserimento delle persone socialmente estromesse all'interno del mercato del lavoro con corsi di formazione e aiuti nella ricerca di un impiego. Questa tipologia di strumento oltre ad aumentare le possibilità di aiuto di una situazione complicata come quella della disoccupazione, potrebbe incentivare anche le persone a dichiarare extra redditi anche minimi, riducendo quella che è una pratica comune in Italia, ovvero il lavoro nero.

Con questo strumento inoltre, sarebbe più semplice per i politici decidere quali siano i livelli ottimali o preferibili di BB e BM e le percentuali di Introduzione e di Ritenzione (1 e 0.5) e infine la lunghezza della fase di Plateau, permettendo anche una più facile comprensione dello strumento di politica sociale a tutti.

I vantaggi di una misura del genere comprendono una riduzione considerevole dell'eventualità di una trappola della disoccupazione. L'individuo è spinto a cercare lavoro o a lavorare più ore senza il rischio di incorrere in una perdita secca del beneficio così come accade per alcuni strumenti attuali con i quali, per ogni euro di extra reddito viene prelevato un euro di beneficio. Questa misura contribuirebbe anche ad un abbattimento della pratica diffusa del lavoro in nero. Se da una parte i datori di lavoro sono incentivati a pagare in nero un lavoratore perché a loro costa meno, quest'ultimo non è incentivato a riceverlo, dato che se dichiarasse anche un reddito esiguo riceverebbe un sussidio che permetterebbe al lavoratore di avere un reddito totale maggiore rispetto al non dichiarare niente. I beneficiari sono incentivati a trovare lavoro e basterebbe anche un piccolo reddito per uscire da una situazione socialmente problematica. Lo strumento è creato apposta per aiutare chi vuole essere aiutato ovvero coloro che sono disposti a produrre un minimo di reddito e a cercare autonomamente un lavoro.

In oltre, una conseguenza della riduzione del lavoro nero sarebbe contestualmente un aumento del gettito fiscale. Più soldi nelle casse dell'ente erogante significa che lo strumento si potrebbe autofinanziare creando un circolo virtuoso. Incentivando anche piccoli redditi si ridurrebbe in modo considerevole anche la disoccupazione dei giovani, i quali potrebbero immediatamente lasciare il nido familiare avendo a disposizione un reddito sufficiente per poter creare il proprio nucleo familiare. Questo comporterebbe una riduzione notevole dei costi burocratici rispetto agli strumenti attualmente in uso in varie regioni, attraverso una responsabilizzazione del beneficiario, il quale è incentivato a trovare lavoro, riducendo così lo sforzo lavorativo dei centri di impiego e dei servizi sociali comunali.

Esistono varie opzioni disponibili per adattare lo strumento alle politiche che siano più o meno favorevoli ad una determinata categoria di individui, cambiando semplicemente una variabile. Certamente bisogna tenere in considerazione varie eventualità che possono rendere lo strumento inefficace come un Beneficio Base alto per una categoria e basso per un'altra oppure una Ritenzione meno ripida rispetto ad un'altra.

E' nella facoltà del politico dover trovare la giusta via in base ad una affidabilità economica di lungo periodo. Lo strumento ha necessità di alcuni accorgimenti all'interno del meccanismo di aiuto sociale regionale per il suo corretto funzionamento. Ogni individuo deve fornire obbligatoriamente a cadenza di tre mesi il resoconto delle sue entrate trimestrali ai servizi sociali comunali o agli organi preposti all'elargizione del beneficio. L'ammontare del beneficio è quindi aggiornato ogni tre mesi e viene calcolato sul reddito medio dei tre mesi precedenti. Ogni individuo ha quindi l'obbligo a presentare la documentazione necessaria con pena la riduzione del beneficio al minimo. Tuttavia l'individuo può sempre scegliere se portare un aggiornamento mensile del suo reddito. Bisognerebbe eseguire verifiche a campione per accertare la reale condizione del nucleo familiare ai fini di evitare uno sfruttamento non dovuto del beneficio oltre ad abbandonare lo strumento dell'ISEE, in modo da correlare l'elargizione dello strumento direttamente al reddito trimestrale, ai risparmi mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli di stato...) e al numero dei componenti del nucleo familiare. In caso di dichiarazioni mendaci riguardo le disponibilità economiche (reddito e risparmi), e le condizioni della famiglia seguirà la perdita totale della possibilità di accedere al beneficio per un periodo considerevole di anni.

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