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Cultura / Idee

Proposta per una cultura critica

Il mondo in cui ci troviamo a vivere oggi è assai arretrato perché arretrata è la politica culturale proposta, sebbene spesso sia completamente assente.

Personalmente credo, infatti, che soltanto attivando una politica culturale seria e lungimirante, volta all’apertura del mondo della cultura anche al mondo dei privati, si possa riuscire a proporre sempre più qualità e meno mediocrità, sempre più bellezza e meno immondizia, sempre più cultura e meno ignoranza.Fare cultura significa porre le basi per l’accrescimento sociale basato su di una popolazione sapiente e cosciente, capace di prendere decisioni e soprattutto di saper scegliere.

Il Mondo di oggi è in continua evoluzione e non sempre questo significa fare un passo avanti verso “l’umanizzazione” dello stesso, anzi spesso significa alimentare quel senso di vuoto, di mancanza di valori che portano la condizione umana verso il baratro del menefreghismo.

La crisi della politica, delle ideologie, dei valori tradizionali, ma anche il crescente e diffuso fenomeno della violenza, il moltiplicarsi delle guerre locali e l’irrompere del terrorismo nel quotidiano sono il frutto di una mancanza culturale di fondo: è tempo di una rifondazione culturale ed etica dello Stato ma soprattutto della società e dei singoli cittadini.

Gli antichi greci erano soliti non fare distinzione tra Stato e società in quanto lo Stato è costituito da un popolo che vive in un determinato territorio e si dà una propria organizzazione; da questa organizzazione della società ne scaturisce la forma della politica.

Ma il tipo di modello politico che prevale, a sua volta, dipende da un vasto numero di fattori che intervengono sistematicamente a determinarlo: struttura economica, principi etici e religiosi, cultura del popolo che compone la società e conseguentemente anche il suo stato di consapevolezza e partecipazione.

Affinché la politica possa riacquisire quella tensione morale e quella progettualità di un tempo deve potersi basare sulla partecipazione dei cittadini, su di una partecipazione che sia però consapevole e quindi colta; ma può farlo solo se si basa sulla diffusione della cultura che non deve essere intesa come una mera assimilazione di informazioni, ma deve essere una cultura critica, che sappia giudicarsi e migliorarsi, che porti al ragionamento e quindi alla partecipazione attiva.

La cultura critica, che si basi quindi sulla rielaborazione delle nozioni acquisite, sulla loro analisi e sul confronto delle stesse, permette anche la formazione della personalità morale dell’uomo, che ha così più strumenti per poter meglio prendere sia le proprie scelte di vita che quelle per il bene comune.

Oggi più che mai è necessario delineare una politica culturale nuova ed efficiente, che si basi sulle conoscenze del passato che non vanno viste come “cose” retrograde o da dimenticare, ma anzi da ristudiare in quanto valore aggiunto, che coadiuvano all’accrescimento culturale e fanno comprendere gli errori del passato ma anche le vittorie: il passato ci dà il senso di ciò che funziona e ciò che invece porta al più completo disfacimento sociale.

Purtroppo oggi il Mondo è dominato da individui individuali, che guardano a sé e al proprio bene infischiandosene degli altri: non si partecipa più alla vita della città, non si condivide nulla con gli altri, ci si allontana dalla politica e dal fare politica se questa non apporta benefici personali.

Ecco, questo è un chiaro esempio di problema culturale: senza una linea e una consapevolezza non si potrà mai cambiare veramente rotta e mai si riusciranno ad ottenere risultati soddisfacenti.

Bisogna abbandonare la totale inerzia, bisogna scendere in campo e metterci la faccia, bisogna aprirsi alle critiche: basta dire che da soli non si può fare la differenza; è ora di interrompere questo circolo vizioso, soprattutto in campo culturale: ogni iniziativa di qualità merita di essere lodata; ogni intervento privato (vedi i restauri) merita di essere incoraggiato e non ostacolato: lo Stato non può che trarne giovamento!

Ovviamente siamo dapprima noi giovani che dobbiamo impegnarci: i nostri genitori, i nostri nonni e tutti gli antenati hanno fatto la loro parte, consegnandoci un Mondo il più possibile libero e liberale! Non mandiamo tutto in fumo ma facciamo fruttare queste fatiche, queste sofferenze! Torniamo ad interessarci di cultura e politica e facciamolo con coscienza critica e con sapientia!

In fondo la cultura altro non è che un insieme composto da comportamenti, valori, ideologie e organizzazioni sociali: sono questi elementi che ci aiutano ad interpretare il nostro universo e a gestire i nostri ambienti naturali e sociali.
La cultura è stile di vita, tradizioni, costumi, pratiche sociali e folclore: non scordiamocelo ma siamone consapevoli.
Riscoprirla significa riscoprire noi stessi e la nostra storia: farlo significa offrire e offrirsi qualità intellettuale degna di essere notata.

Pertanto apriamo i musei al pubblico, rendiamoli maggiormente fruibili grazie anche alle moderne tecnologie, rafforziamo lo studio della storia dell’arte nelle scuole sin dalle elementari; organizziamo visite d’istruzione nei templi della cultura quali i già citati musei, ma anche le biblioteche e i teatri: l’essere umano ha bisogno di abituarsi alla cultura e può farlo frequentandone i luoghi adepti.

Soprattutto in forti periodi di crisi economica ma soprattutto sociale e di valori come quello in cui tutti noi oggi viviamo, nutrirsi della bellezza significa aprirsi alla salute psichica dell’essere umano: l’uomo ha bisogno del bello perché è proprio il bello a renderlo migliore.

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Attualmente: Coordinatore del gruppo di lavoro_Cultura di Energie PER l'Italia. Curatore di ottanta mostre (aggiornamento dicembre 2016) in gallerie private e autore delle relative pubblicazioni, fra cui una monografia Skira. Articolista de Il Giornale OFF, inserto culturale de Il Giornale (web e cartaceo). Pregresso: Collaboratore di Exibart, Artribune, Espoarte, ArtsLife. Editore di una rivista d’arte, già cartacea e ora online (kritikaonline.com), attualmente conservata al Centre Pompidou e presentata a diverse fiere internazionali d'arte contemporanea. Archivista presso Fondazione Biblioteca di via Senato. Articolista del settimanale Il Domenicale(2005/2006). Promotore editoriale presso Mursia e svariate agenzie di comunicazione -Armando Testa, Saatchi and Saatchi, Loewe Pirella, Leo Burnett et cetera (2007). Assistente personale del gallerista Massimo Carasi (The Flat Massimo Carasi, Milano) e dell'artista Anna Valeria Borsari (Fondazione Ar.Ri.Vi - Archivio Ricerche Visive, Milano). Publiredazionali in agenzia di pubblicità specializzata nel settore librario e bibliotecario (Argentovivo srl, Milano). Archivista presso Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco di Milano (2004) e Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Milano (2003). Laureato in Filosofia, vivo e lavoro a Milano.

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