Responsive Ad Area

Condividi

Esteri

Prospettive per il progetto europeo e la politica estera. Libertà e stato di diritto come bussola per orientarsi.

Rapporto con l’Europa ed il PPE. Relazioni con i nostri principali partner internazionali e questione migranti.

di Filippo Mazzei

*su Open_Esteri gli articoli dei partecipanti del gruppo Esteri di Energie per l'Italia. Segui il dibattito.*

Le difficoltà interne alle UE e nell’attuale convergenza dei rapporti Roma-Bruxelles - da ultimo con alcuni Stati Membri sulla questione migranti - dimostrano ancora una volta la necessità di profondere maggiore impegno nel progetto europeo. E questo al netto dell’effetto Macron, che non deve portare – come sembra nelle sue prime battute – ad un rafforzamento dell’asse franco-tedesco a svantaggio di Roma. Gli Stati Uniti d’Europa devono essere un obiettivo lontano ma imprescindibile, da richiamare costantemente non solo con i partner europei ma anche nelle interazioni con l’elettorato.

Una “moral suasion” che faccia comprendere come un bilancio, una difesa, una forza di polizia/magistratura, una politica estera comune possano essere meno gravose per le tasche del contribuente e ben più efficaci di tante piccole agende nazionali. Nella stessa ottica dovrebbe essere affrontato il rapporto con il PPE, spingendo gli altri partiti popolari europei verso una progressiva fusione che dovrà portare ad elezioni del Parlamento Europeo (PE) senza sigle nazionali.

Questa è l’unica via per rimediare al grave deficit democratico del PE, che ha già ampie prerogative di controllo sulla Commissione Europea. In ottica “lib-pop”, inoltre, bisogna spingere il PPE ad insistere di più su temi di libertà e stato di diritto, all’interno e all’esterno dell’UE (essere più “lib” che “pop” insomma).

Questi temi dovrebbero trovare maggiore spazio anche nelle relazioni con i nostri principali partner internazionali. Oltre al punto fermo degli Stati Uniti - la cui Presidenza in questa fase è distratta sul dossier di nostro primario interesse, la Libia, e ai quali dobbiamo quindi “tirare la giacca” per non lasciare spazio ad altri partner – ragionare in termini di libertà e stato di diritto in politica estera deve essere la guida per impostare le relazioni con Russia e Cina. Ben consapevoli della loro importanza economico-commerciale, oltre che politica, questo non ci deve far dimenticare che Italia e, soprattutto, Europa sono altrettanto importanti per Mosca e Pechino.

Non e’ possibile rinunciare a discutere di diritti fondamentali e loro effettiva protezione, tenuto anche conto del fatto che tramite i temi di libertà aumenta la capacità di esercitare quella pressione che il nostro peso economico-demografico non ci consente. Un “doppio binario” fatto di valori della persona umana da una parte e interesse nazionale (di sicurezza ed economico) dall’altra, che può essere trasposto anche nella complessa questione migranti. Fermi restando gli accordi bilaterali sul rimpatrio dei migranti irregolari, che in alcuni casi già funzionano con successo, ed andando al di là degli investimenti di lungo periodo nelle zone di origine, il problema emergente è al momento l’interpretazione ultra-solidaristica del diritto umanitario. Con le “ong” fuori dal controllo giurisdizionale dovuto per l’effettiva tutela della libertà degli italiani e dell’incolumità dei migranti, l’Italia è oggi lasciata sola dagli alleati europei (rotta turco-greca bloccata, limitati flussi Marocco-Spagna). EUNAVFOR MED Sophia deve essere modificata radicalmente e proprio in questi giorni vi è un’opportunità concreta.

Se i partner europei non accettano di condividere il peso degli arrivi nei propri porti, l’Italia deve allora negare l’attracco a navi che non battono bandiera italiana, così come il diritto della navigazione consente. Per ragioni umanitarie, si potrà accogliere la nave nel caso specifico, per poi trattenerla in caso di (frequenti) irregolarità. Agire in questo modo sarà una risposta di diritto e libertà non solo all’inazione dei grandi Paesi UE ma anche e soprattutto alla dialettica – sempre più al di fuori dei valori europei – del Gruppo di Visegrad. La libertà che l’Unione Europea ha potuto dare loro è stata raggiunta tramite regole e rispetto della dignità umana. Tutti valori che l’Italia deve promuovere con la sua politica estera, nell’interesse dell’individuo e dello Stato.

Condividi

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati