Responsive Ad Area

Condividi

Idee

Una professione comoda: il politico di mestiere

Quarant’anni fa il sindaco del mio paese disse che la classe politica era composta per lo più da persone ambiziose. L’ambizione, generalmente interpretata come una qualità, diventava un difetto nell’individuo che si candidava ripetutamente nel ''settore pubblico'' poiché non era riuscito ad emergere nel settore privato. Trovava terreno fertile nell’aspettare il proprio turno e, con un minimo di pazienza e fortuna, vedeva soddisfatto il proprio ego, raggiungendo lo scopo di essere eletto per una qualche carica.

La “poltrona” conferiva prestigio, considerazione e un buono stipendio: in pratica ci si era inventati un comodo mestiere.
Anche oggi la politica sembra sempre più assomigliare ad un ufficio di collocamento per persone che valorizzano la loro ottima parlantina e simpatia. Purtroppo è raro trovare anche competenza generata da una reale esperienza di lavoro.

Esperienza e competenza sono requisiti essenziali per chi ci deve governare, accompagnate da imprescindibili doti di onestà e umiltà.

Questi sono valori che si costruiscono solo nella vita reale. L’essere “cresciuti” all’interno dell’apparato di un partito politico o aver ricoperto solo cariche comunali, quali quelle di sindaco o assessore, non favorisce la maturazione di un’esperienza concreta. Se si sbaglia, paga l’istituzione o l’ente per il quale si opera. Inoltre, in quel tipo di contesto, si è costretti a mediare cedendo a compromessi. Il giorno dopo l’elezione, il politico di mestiere è già in campagna elettorale per le future elezioni, perdendo così quell’imparzialità necessaria per chi deve dirigere.

Dobbiamo scegliere il politico che ci deve rappresentare come sceglieremmo il medico che ci deve operare. Chi preferirebbe il giovane laureato al suo primo intervento rispetto al chirurgo che da vent’anni opera con professionalità nella specialità che ci interessa?

L’azienda che assume un dirigente decide in base ai risultati precedentemente ottenuti dal soggetto in questione. La politica questo non lo richiede; dà fiducia anche a gente che non ha mai lavorato solo perché volonterosa o di bella presenza, o magari perché mediaticamente nota.

Ho pensato spesso anche all’importanza di porre un limite di età massimo e minimo per colui che volesse dedicarsi alla politica. Il tetto massimo dovrebbe attestarsi sui settant’anni, quando la saggezza consiglia di cominciare a godersi la meritata vecchiaia. Il limite minimo, invece, dovrebbe tener conto di acquisite e significative competenze maturate nel mondo del “fare”. Un neo laureato, anche se formalmente più qualificato, non può essere nominato onorevole o ministro senza ancora aver messo realmente in mostra le proprie capacità.

Soltanto i superficiali e i presuntuosi credono di poter esser sempre all’altezza della situazione, senza essere mai colti dal dubbio nell’affrontare un qualsiasi problema o nell’accettare una carica superiore alle proprie capacità, quasi fosse una “droga” l’arte del comandare.

Il politico serio dovrebbe mettersi a disposizione della collettività per un periodo limitato di tempo, al massimo dieci anni, portando a termine due legislature. Una persona che abbia maturato una significativa esperienza nella direzione di un’azienda e poi invitata a soddisfare esclusivamente gli interessi della comunità. Non arrendiamoci a tutti gli ambiziosi che non si siano ancora realmente confrontati con il mondo del lavoro.

La nostra Nazione è piena di dirigenti d’azienda e professionisti che, con grande capacità ed esperienza, lavorano confrontandosi tutti i giorni con una concorrenza sempre più agguerrita proveniente da ogni angolo del mondo. Persone queste che, qualora decidessero di entrare in politica, dovrebbero dimostrare moralità e coerenza dimettendosi dalla propria carica aziendale, come richiesto dal proprio datore di lavoro. L’aspettativa di cinque anni per l’elezione è di fatto solo una prerogativa dei dipendenti pubblici o sindacalisti che vorrebbero “giocare” la carta della politica mantenendo la certezza di potersi riprendere un giorno il loro vecchio e sicuro lavoro.

Condividi

Scrivi un commento

Diventa il primo a commentare!!

wpDiscuz

Password dimenticata

Registrati