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Infrastrutture e Trasporti

Perché le banche sì e Alitalia no

Figli e figliastri alla luce della vicenda Alitalia?

Neanche per sogno. Ci sono solide ragioni per le quali è necessario, prima ancora che opportuno, salvare una banca e non una compagnia aerea. Non basta pensare di essere strategici per il Paese. Per essere salvati dal fallimento serve prima di tutto essere “sistemici”.

È un punto cruciale questo che spiega le ragioni di fondo di una scelta, quella di chiudere i rubinetti di Stato per Alitalia, certamente impopolare ma necessaria.

È vero, per un Paese che dovrebbe fare del turismo una delle proprie vocazioni, non avere una compagnia di bandiera non è certo cosa buona e giusta ma averla sgangherata, dopo anni di saccheggi e inefficienze gestionali, non è altrettanto pratica opportuna.

Da più parti si agita il vessillo dell’aiuto di Stato, dell’ennesimo salvataggio, con i sindacati in testa ad aizzare i più intransigenti che, nel segreto dell’urna non hanno tentennato a bocciare l’ultimo piano lacrime e sangue, lasciando irresponsabilmente la Compagnia sull’orlo del baratro.

Ma perché allora le banche sì e Alitalia no? La ragione è presto detta.

Il salvataggio di MPS, messo in atto con il recente Fondo di Risoluzione da 20 miliardi, si è reso necessario perché far fallire una banca avrebbe comportato un grave pregiudizio per la stabilità macroeconomica del Paese. In pratica, i costi per la collettività derivanti dal fallimento avrebbero superato di gran lunga l’onere economico del salvataggio. Infatti, nei sistemi economici moderni la banca, oltre a ricoprire un ruolo fondamentale nel sistema dei pagamenti, riveste un ruolo cruciale nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria. In particolare questo meccanismo fa sì che l’offerta di moneta presente sul mercato sia data dalla base monetaria, quella stampata dalla Banca Centrale, e da una componente aggiuntiva, rappresentata propria dalla moneta bancaria, costituita dai depositi bancari e dagli impieghi, e quindi dai crediti erogati a imprese e famiglie. È facile pertanto intuire come, problemi di solvibilità di una banca possano mettere in crisi questo sistema di creazione dell’offerta di moneta, generando pertanto shock esterni nell’equilibrio macroeconomico. Ecco perché la banca implica un rischio sistemico per l’intera economia di un Paese, e sarebbe oltremodo pericoloso lasciarla fallire nel caso versasse in acque torbide.

Diverso è invece il caso Alitalia che, pur rappresentando un importante driver di crescita per il Paese, soprattutto se considerata come detto la nostra vocazione turistica, non rappresenta un rischio sistemico per l’assetto economico.

La mancanza di una compagnia di bandiera efficiente, prima ancora che esistente, comporterà la revisione dei piani di sviluppo turistico, di ammodernamento delle infrastrutture e ci porrà certamente in posizione di svantaggio competitivo rispetto a Paesi concorrenti che potranno contare su rotte con voli diretti a prezzi accessibili, su scali efficienti e hub internazionali. Tutto questo comunque, non comporterà mai un pericolo per la stabilità economica del Paese. Strategici sì, sciocchi no.

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