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Disegni di legge / Energia e Ambiente / Idee / Sicurezza

PEM5S: UNA PROPOSTA DI PIANO ENERGETICO TRA L’ESISTENTE E L’INATTUABILE

Il Piano Energetico (PEM5S) presentato alla Camera dal Movimento 5 Stelle il giorno 3 Aprile è stato analizzato dal gruppo di lavoro "Energia&Ambiente", che ne ha intercettato parti descriventi pratiche già in vigore, su cui si vuole strumentalizzare a scopi propagandistici ed elettorali, periodi contraddittori, e parti invece dalla dubbia fattibilità tecnico/tecnologica e scientifica, a causa di una superficiale analisi dell'intrinsecità degli aspetti gestionali ed attuativi del settore energetico.

Il gruppo di lavoro "Energia&Ambiente" ha analizzato il Piano Energetico presentato alla Camera dal Movimento 5 Stelle il 3 Aprile dall'On. Roberto Fico, che ha aperto una viva argomentazione dei vari punti. Il piano è suddiviso in obbiettivi generali, obbiettivi di secondo livello (Efficienza e uso razionale dell’energia, Fonti rinnovabili, Aumento della penetrazione del vettore elettrico), l’obiettivo sui consumi finali di energia e sulle fonti di energia.

  • Il M5S, puntando sull'autarchia e l'isolazionismo, non sottolinea l'importanza fondamentale della Ricerca&Sviluppo per l'implementazione di tecnologie che risolvano problemi di gestione dei flussi energetici, contenimento delle dispersioni termiche, nuove tecnologie che facilitino il monitoraggio e la gestione delle reti, o semplicemente lo sviluppo tecnologico come volano per la riduzione dei costi energetici e aumento della competitività nazionale.
  • Gli investimenti dovrebbero puntare tutti sulla conversione al sistema elettrico, senza prendere in considerazione l'integrazione impiantistica e gli effettivi costi che ne deriverebbero, nonostante la proposta miri comunque a non spendere denari. Bilancio di fattibilità tecnico-economica non esistente.
  • Ridicola decentralizzazione del gestore elettrico; si cita infatti:" Nella visione del M5S, la produzione e il consumo di energia dovranno essere progressivamente spostate in capo alle singole comunità, che saranno quindi responsabilizzate e dovranno autonomamente provvedere ai bisogni energetici dei propri cittadini e delle attività produttive ricadenti sul proprio territorio."...c'è di giusto l'appellativo "visione" nella sentenza.
  • Demolizione di edifici troppo energivori: viene naturale chiedersi se sia stata presa in considerazione la Life Cicle Assessment derivante dalla demolizione dell'edificio enrgivoro e dalla costruzione di uno che ricopra le medesime funzionalità, presa visione dell'impatto ambientale (Carbon Footprint) che rilascia la produzione dei materiali edili ed il loro trasporto, non contando la messa in opera.
  • Programma impositivo sul privato e sull'impresa: "Per arrivare a realizzare quest’obiettivo (quello del "deciso passaggio alle sole fonti rinnovabili") occorrerà indirizzare da subito le scelte di imprese e famiglie,attraverso la definizione e l’attribuzione al prezzo finale dei costi esterni provocati dall’utilizzo di qualunque forma di energia." Ed ancora: " Le imprese, come le famiglie, dovranno essere protagoniste nello spostamento dei propri consumi
    verso le nuove tecnologie. Anche i grandi stabilimenti industriali dovranno essere energeticamente
    autonomi e allo stesso tempo compatibili con le esigenze della comunità che li ospita. Le produzioni
    più efficienti dal punto di vista ambientale dovranno essere facilmente riconoscibili e per questo un
    ruolo fondamentale sarà svolto dall’informazione rivolta ai consumatori e agli utilizzatori, pubblici e
    privati."
    Il gruppo di lavoro, in unanimità ed in linea con la cultura del rispetto della libertà di pensiero e della democrazia, ritiene che non si possono fare politiche sugli espedienti poiché il pubblico può incidere sul privato  solo con l'informazione ed esplicando la convenienza economica e di performance dei sistemi adottati.
  • "Raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza del sistema energetico nazionale, all’interno di un sistema energetico unico europeo": contraddittorietà tra il passaggio del sistema energetico all'indipendenza se si è all'interno del sistema energetico unico europeo. Conflitto con gli obbiettivi costituenti l'Unione Energetica Europea, soprattutto con il principio di trasparenza dei contratti della Direttiva sulle misure di sicurezza dell’approvvigionamento di elettricità e per gli investimenti nelle infrastrutture e del Regolamento sull’approvvigionamento di gas.
  • Riduzione quasi totale dell'utilizzo di combustibili fossili (90%), in uno scenario che tecnicamente non ne consente l'attuazione.

Sommariamente, una proposta tecnologicamente inapplicabile, impositiva più sul privato che sul pubblico, disarmonica e contraddittoria e dalle fonti utilizzate per gli studi non consultabili. Campagna effettuata con proposte di provvedimenti che in realtà sono già operanti sul territorio nazionale e considerabili oltretutto la "normale amministrazione".

Proposta che mira solo alla propaganda...ma d'altro canto ce lo aspettavamo.

 

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