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Idee

Parisi: “Riforme liberali e candidati non politici. Torni lo spirito del ’94”

«L'Anac? Da chiudere, un mostro giuridico, bastano leggi semplici. Le carriere dei magistrati? Vanno separate. La Sanità? Non può essere più gratis per tutti, chi ha soldi la paghi». Stefano Parisi domani e domenica presenta a Milano il programma del suo nuovo partito, Energie PER l'Italia. Sarà una delle costole del centrodestra.

Cosa avete in più degli altri? 

«Ognuno di noi ha un mestiere, non candidiamo nessuno che vive di politica».

Solo questo? 

«A differenza di tanti abbiano anche un programma non elettorale. Vanno fatte cose che mancano da 30 anni. Va tagliata la spesa pubblica in modo massiccio, per tagliare le tasse, che oggi vanno a uno Stato arrogante ed inefficiente. Bisogna togliere di mezzo la burocrazia».

Sicuro che in Italia si possa ancora tagliare la spesa? 

«Certo, vanno riassunti i commissari per la spending review, che Renzi ha licenziato. Va fatta una riforma profonda della Sanità: i redditi più alti, liberati dalle tasse, dovranno pagarsi la sanità. La Pa può essere migliore e costare meno: la riforma Madia e le altre del centrosinistra sono state inconcludenti».

Programma liberale, ha visto che fine ha fatto il partito di Monti? 

«Scelta Civica ha preso il 10, ma noi siamo molto lontano da Monti, che ha massacrato i proprietari di case e il settore edilizio, ha messo solo tasse. Da quando è stato al governo la produzione di cemento si è ridotta del 90%».

I suoi rapporti con Berlusconi? 

«Buoni. Bisogna tornare allo spirito del 1994, liberale e di fiducia, apertura nei confronti degli italiani. La riforma della giustizia va fatta, con separazione delle carriere e con la responsabilità dei magistrati. Oggi la magistratura per come è organizzata è una palla al piede del Paese».

Farete un accordo con Salvini e Berlusconi? 

«Avremo una nostra lista, il centrodestra ha bisogno di un largo mandato popolare per portare l'Italia fra cinque anni in un luogo diverso. Nello scaffale dell'offerta politica ci sarà il nostro simbolo giallo, che proporrà un'idea diversa della politica a tutti coloro che oggi non hanno più fiducia nei politici, con esponenti che sanno cosa fare, che hanno un lavoro».

E nei collegi? 

«Abbiamo candidati forti che possono ambire a vincere molti collegi». Lei è il volto più noto, gli altri? «Tantissimi. Li vedrete a Milano: Maurizio Sacconi nel Veneto, Giancarlo Cesana, che viene da Cl, Guglielmo Vaccaro in Campania, l'economista Riccardo Puglisi, Giovanni Negri, ex segretario dei radicali».

(Tratto da Corriere della Sera, intervista di Marco Galluzzo)

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