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Idee

Centrodestra, Parisi: Bene Silvio, mai intese con M5S. Ma la fusione sarebbe un grave errore

Stefano Parisi, leader di Energie PER l’Italia, non è un fautore della teoria del governo a tutti costi. Allo stesso tempo vede nel centrodestra che andrà unito al Quirinale un passo avanti, ma non decisivo.

Il centrodestra andrà unito al Quirinale per il secondo giro di consultazioni. Come valuta questa scelta?

È sicuramente un fatto positivo che vadano insieme, bisognerà capire se andranno anche con la stessa posizione.

Secondo lei?

Sono convinto che il centrodestra non debba e non possa cedere alla tentazione di un governo con i 5 Stelle. Trovo sbagliata l’idea che si debba fare un governo a tutti costi, e tanto più con 5 stelle, che è l’opposto di quello di cui ha bisogno il Paese e propone il contrario del programma proposto dal centrodestra in campagna elettorale.

Dunque, come ho detto Berlusconi, “mai un governo con i pauperisti, i populisti e i giustizialisti”?

Condivido in pieno le parole di Berlusconi.

Però sono parole molto diverse da quelle dette da Salvini dopo le consultazioni…

Infatti bisogna capire se da qui al prossimo colloquio con Mattarella il centrodestra saprà trovare una posizione unitaria. Il vero problema è tirare fuori il Paese dalla drammatica situazione in cui è precipitato e se il centrodestra si alleasse con chi vuole far sprofondare l’Italia nella recessione commetterebbe un errore imperdonabile.

Il sospetto di Forza Italia è che Salvini voglia giocarsi una sua partita personale. È un sospetto fondato?

Salvini ha tentato e sta tentando di tenere unita la coalizione. È un tentativo apprezzabile, ma prima bisognerebbe avere una posizione chiara e netta che consenta al centrodestra di esprimersi con una sola voce.

C’è il tentativo di Salvini di lanciare una scalata a Forza Italia?

Ci sono molte spinte a fare un partito unico, ma sarebbe un grande errore. Il centrodestra ha un senso se è capace di rappresentare le varie anime che lo compongono. C’è nel Paese una forte area liberale, popolare, riformista che chiede di essere rappresentata da una offerta politica rigenerata, e mi riferisco non solo a Forza Italia ma anche a Energie PER l’Italia e ai tanti movimenti civici sparsi sul territorio. La domanda da porsi è: esiste un futuro razionale e riformista per il paese o il futuro sono i 5 Stelle?

La risposta qual è?

Con i 5 Stelle al governo il paese entrerebbe in una fase drammatica. E invece per uscire dalla crisi occorre ridare fiato all’area liberale e riformista. Tocca al centrodestra prendere l’iniziativa. Guardi, dal 4 marzo sono completamente scomparsi dalla agenda temi fondamentali. Nessuno per esempio parla più di Mezzogiorno: al Sud serve più il reddito di cittadinanza o servono più investimenti?

Sui temi di Maio propone un contratto alla tedesca…

È l’unica cosa giusta che dice, ma è il centrodestra che dovrebbe indicare le priorità e dettare l’agenda.

Ma 5 stelle può essere un contraente del contratto?

Se il centrodestra propone la riforma della giustizia con la separazione delle carriere, il taglio della spesa pubblica, il taglio delle tasse per chi investe; se propone per il Sud investimenti e non il reddito di cittadinanza, penso che di Maio non si siederà neanche al tavolo. E, aggiungo, sarebbe meglio. Il centrodestra deve dare le carte, non prenderle.

Se non è 5 Stelle, è il PD il possibile contraente?

I numeri vanno cercati in parlamento, altrimenti si torna al voto. L’Italia è stata governata male, non cresce, e non si può pensare che si debba fare un governo a prescindere.

Però c’è chi in Forza Italia, come il governatore della Liguria Giovanni Toti, non esclude una apertura a 5 Stelle.

Attenti a non farsi prendere in giro dai toni giacca e cravatta di Di Maio. 5 Stelle è incompatibile con il governo del paese; vuole cancellare la prescrizione per umiliare i cittadini e tenerli perennemente sotto processo; non ha voluto le Olimpiadi a Roma perché non crede agli investimenti e vede corruzione ovunque; vuole dare lo stipendio a chi non lavora. Ed ha una politica internazionale pericolosamente ambigua. Davvero vogliamo cedere il nostro paese a un movimento eversivo?

E se alla fine il centrodestra si dividesse e nascesse un governo Lega-5 stelle? È uno scenario possibile?

Temo che possa esserci un accordo, ma spero vivamente che non ci sia. Bisogna evitare questo rischio. Mi auguro che Salvini abbia a cuore il futuro del Paese e non sia preso dalla voglia di andare al governo a tutti costi. Nelle prossime settimane capiremo se esiste ancora il centrodestra.

(Tratto da Il Mattino, intervista di Paolo Mainiero)

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