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Energia e Ambiente / Idee

Anche l’Ambiente ha bisogno di semplificazione

La normativa a tutela dell’ambiente in Italia è prevalentemente costituita da atti di recepimento di provvedimenti emanati a livello UE.
Nel corso degli anni la Comunità Europea ha elaborato alcuni modelli di tutela ambientale a partire dal modello cosiddetto del "command and control" (autorizzazione, pianificazione, potere sanzionatorio) a cui successivamente sono stati apportati alcuni correttivi per renderlo più flessibile, attraverso strumenti di mercato e l’incentivazione delle condotte virtuose (si pensi alla carbon tax applicabile alle emissioni inquinanti). In quest’ambito si possono enucleare alcuni principi che sovrintendono alla tutela dell’ambiente:
• il principio di precauzione
• il principio chi inquina paga
• il principio di integrazione delle politiche ambientali all’interno delle altre politiche comunitarie
• il principio dello sviluppo sostenibile
Altri strumenti di protezione ambientale sono poi la diffusione dell’informazione ambientale e le certificazioni ambientali (ISO, EMAS).
Prescindendo dalle norme sovranazionali, il principale corpo normativo nazionale in materia di tutela dell’ambiente è oggi costituito dal D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 15 (cosiddetto testo unico ambientale) che è già stato oggetto di numerosi rimaneggiamenti.
Nonostante il tentativo di riordino della normativa nazionale di riferimento, molti aspetti della tutela ambientale restano, tuttavia, fuori dal perimetro del riassetto.
Le materie regolate nel TUA sono la valutazione di impatto ambientale (VIA), la valutazione ambientale strategica (VAS), l’autorizzazione integrata ambientale (AIA), la difesa del suolo e delle acque, la gestione dei rifiuti, l’inquinamento atmosferico e il risarcimento dei danni all’ambiente.
Dalla sua emanazione – come detto – il TUA è stato più volte modificato e sono stati anche emanati numerosissimi provvedimenti di attuazione. Il TUA costituisce l’atto di recepimento di alcune direttive comunitarie, alle quali devono aggiungersi le norme cosiddette self executing, come i Regolamenti che sono suscettibili di applicazione diretta all’interno degli ordinamenti dei singoli Stati membri.
In estrema sintesi si può dire che l’eccessiva produzione normativa e l’incertezza dovuta ai continui cambiamenti del quadro di riferimento non favoriscono i soggetti tenuti al rispetto delle norme, fino a danneggiare l’economia di un Paese che manifesta sempre più la necessità di una semplificazione della macchina burocratica.
                                                                                                               Avv. Stefania Gorgoglione

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