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Lavoro e Welfare

Non può essere un Paese (solo) per vecchi

 

Queste sono le parole che ha scritto Michele, il ragazzo disoccupato, prima di suicidarsi.

http://www.huffingtonpost.it/2017/02/07/lettera-precario-suicida_n_14634010.html

Non vi nascondo che sono rimasto molto impressionato dal suicidio di Michele morto a 30 anni per mancanza di prospettive … anche lavorative.

Non sono d'accordo con il gesto di Michele ma nutro profondo rispetto per la lettera che ha scritto e che riporto integralmente. Questa lettera è uno schiaffo alla situazione che vivono i giovani ma non solo. La situazione è complessa... e richiede soluzioni sinergiche e complesse... e qui la politica “rigenerante” dovrà giocare un ruolo non indifferente…

Il primo bisogno che ha l'Italia è quello di dare un futuro ai giovani. Non può essere un Paese per vecchi.

Le soluzioni concrete potrebbero essere:

  • dare visibilità a persone, modelli, azioni positive che portano valore nella creazione di ricchezza, business, occupazione, ritorni
    di medio-lungo periodo;
  • incentivare le persone e i giovani a “scendere in campo” fondando start-up e aprendo le porte ad una cultura anglosassone
    del rischio, del merito e della ricerca di una piena realizzazione delle proprie idee e strategie;
  • attirare forti investimenti esteri in Italia garantendo ritorni locali e nazionali a medio-lungo termine.

 

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2 Commenti su "Non può essere un Paese (solo) per vecchi"

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Ciao Emanuele, mi sembrano tutte ottime proposte ma, per fare qualcosa di concreto dubito, non si potrebbe concentrarsi su come migliorare l’incontro tra domande e offerte di lavoro?

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