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Idee / Programma / Senza categoria

da Milano a Roma: l’importanza dei gruppi di EPI

Nato a settembre a Milano nello Spazio MegaWatt di Milano tra le luci della ribalta, il movimento di Parisi é giunto la settimana scorsa a Roma presso l'Hotel l’Ergife, che spesso è stato centro di importanti congressi delI'Italia repubblicana; infatti da questa location, ci sono passati molti dei politici più importanti dell'Italia democratica; l’ultimo della serie è stato appunto Stefano Parisi, che proprio in questo hotel, sabato scorso ha lanciato la 1^ Convetion-nazionale di Energie per l’Italia.

Da questo meeting romano di portata nazionale si respirava un'aria nuova per la politica-italiana; infatti da Parisi è stato presentato lo spessore dei possibili-programmi su cui hanno lavorato nei mesi scorsi i suoi gruppi di lavoro; spessore ottenuto grazie ad un vasto lavoro di raccolta di idee e suggerimenti: idealmente un contesto importante come quello della città di Roma era lo scenario più adeguato per presentare i frutti ottenuti, e a raccogliere i meritati applausi da quasi 3000 partecipanti;  quest'ultimo aspetto è importante, infatti come spesso anche Parisi ama ripetere: "un leader non si crea a tavolino e il consenso non è un prodotto già pronto da esibire". Occorre infatti un lungo lavoro di presentazione sul territorio, una certosina tessitura di trame di relazioni, una selezione accurata delle risorse umane, la costruzione di un programma concreto e fattibile.

Da buon imprenditore, Parisi è stato concreto, arrivando al nocciolo dei problemi che interessano alla gente, ed evitando i toni apocalittici o frasi-fatte; inoltre egli ha schivato del becero populismo, ha riempito la sua azione e i suoi progetti di proposte; con coraggio ha parlato ai delusi, alla politica da rigenerare, ed ha raccolto le attenzioni anche della stampa che conta.

Deciso a rimanere al interno del centrodestra che storicamente rimane presidiato dalle forze-storiche conservatrici nate con la 2^ repubblica,  non resta che accettare la sfida con i compagni che condividano con lui lo stesso entusiasmo.

Personalmente, io da milanese, ho piacere nel pensare allo stesso modello del Cdx-unito, che abbiamo supportato durante le elezioni-amministrative del 2016, proprio a sostegno di Parisi; modello che permetta di riunire anche a livello nazionale le diverse forze liberali e popolari che lo compongono; oltre che a Milano, anche in Lombardia, questo schema è risultato vincente, tant'è vero che oggi anche il Presidente Roberto Maroni grazie al buon governo della sua coalizione di Cdx, governa una delle regioni più in crescita d'Europa; collegandomi a questo, ho anche apprezzato molto l'osservazione fatta da esponenti della Regione Lombardia che nel lavoro di Parisi hanno visto una crescita; per esempio durante il Megawatt di Milano, certi politici di professione parlavano di prudenza; mentre ora gli stessi ci si sbilanciano nel dire sul movimento di Parisi che “è cresciuto rispetto alla prima convention milanese e mi sembra che vada nella direzione giusta, alternativa al Pd”.

Nel caso ci saranno delle primarie nel Centrodestra a livello nazionale, e al di là del poter eventualmente primeggiare, nel peggiore dei casi, al tavolo del centrodestra Parisi non sarà in posizione di sudditanza rispetto ad eventuali alleati, anzi,... forte di un solido programma (e magari qualche valido alleato), potrà  dare un ottimo contributo  a favore delle forze-moderate del Paese, forte del suo spessore e alla sua presentabilità.

 

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