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Cultura / Idee

Marketing della cultura e territorialità

La cultura appartiene a quello che gli economisti definiscono un “bene di merito”, cioè fa parte di quei beni la cui produzione genera sistematicamente esternalità positive, o ritenute  tali dalla collettività. La cultura genera con la sua diffusione, cioè, vantaggi a tutta la collettività, e l’abitudine alla cultura crea dipendenza, produce, in chi la consuma, sempre nuovi e imprevedibili bisogni.

E’ perciò compito del marketing della cultura non solo rispondere ai bisogni espressi dalla clientela, ma indurre bisogni che non sono percepiti, o che sono mal percepiti.

Chi fa marketing della cultura non può così impostare le proprie politiche sulle richieste della “maggioranza” dei clienti, sui trend del mercato, ma deve lavorare sulla vocazione specifica dell’operatore e sui valori da affermare nella promozione della cultura, nell’assistenza alla ricerca, nella conservazione del patrimonio culturale.

Stefano Parisi, Energie per l'Italia, Energie per l'Italia, centrodestra, manifesto, movimento, liberalismo,

Henry Ford disse: "Ogni cliente può avere una macchina dipinta di qualsiasi colore, perfino di ​​nero" (Ph. dave_7 from Lethbridge, Canada (Ford Model T) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons)

Le strategie di marketing possono pertanto guidare il territorio a ridisegnare in modo consapevole il proprio futuro: mettere il cliente/consumatore, con i suoi bisogni e i suoi desideri al centro dell’attenzione, progettando l’offerta il più possibile vicina a questi bisogni e desideri (orientamento al cliente). Il prodotto e l’offerta devono modellarsi sui bisogni e - financo – i “capricci” del cliente.

Nella cultura questo comporta dei problemi sia sul versante etico, che su quello economico. Il prodotto cultura non può essere realizzato rispondendo immediatamente, senza “mediazioni”, alle esigenze del cliente, ma, nella sua progettazione e realizzazione, deve far riferimento innanzitutto all’insieme di valori e di idee del produttore, sia esso l’artista, il distributore o il valorizzatore.

La cultura non è sul mercato nella sua fase di progettazione e realizzazione; il marketing interviene solo dopo che sono stati definiti gli elementi base su cui progettare l’offerta, elementi che fanno riferimento all’universo valoriale di chi mette sul mercato la sua opera o promuove le opere degli altri.

Il marketing serve solo se esiste, evidente o latente, un bisogno, cioè la percezione di una mancanza. Quindi dobbiamo presumere che il bisogno di cultura esista nel grande pubblico, compito del marketing della cultura è ricreare quella meraviglia che apre la coscienza all’uomo post-moderno e lo spinge a ricercare la conoscenza, il sapere.

Promuovere accordi con soggetti pubblici privati per ampliare il patrimonio museale: coordinare, indirizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale implica la capacità di comunicare e trasmettere il patrimonio attraverso l’analisi del pubblico, attuale o potenziale, cui ci si rivolge. In tal senso è necessario attuare indagini sulle tipologie di utenti al fine di individuare modelli operativi e forme di comunicazione mirate ai diversi pubblici che frequentano i luoghi della cultura statali italiani, in forme di promozione intese come immagine e incremento di una comunicazione efficace  e produttiva.

Cittadinanza e cultura in periferia: un seme di urbanità in un terreno fertile, ma non ancora coltivato. Ri-pensare la periferia: questi i presupposti  per una visione della cultura come agente di “contagio”, di accrescimento personale e arricchimento sociale che dai grandi centri arriva nelle periferie delle città. Progetti culturali di apertura ai territori, alle periferie, alle marginalità, che rileggono lo spazio urbano uscendo dal centro-centrismo delle città e adottando visioni di cittadinanza diffusa e diritto al riconoscimento di tutti i paesaggi urbani storici esistenti e delle comunità che vi si identificano (Vienna Memorandum, 2005).

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Foto del profilo di ebeluffi
Attualmente: Coordinatore del gruppo di lavoro_Cultura di Energie PER l'Italia. Curatore di ottanta mostre (aggiornamento dicembre 2016) in gallerie private e autore delle relative pubblicazioni, fra cui una monografia Skira. Articolista de Il Giornale OFF, inserto culturale de Il Giornale (web e cartaceo). Pregresso: Collaboratore di Exibart, Artribune, Espoarte, ArtsLife. Editore di una rivista d’arte, già cartacea e ora online (kritikaonline.com), attualmente conservata al Centre Pompidou e presentata a diverse fiere internazionali d'arte contemporanea. Archivista presso Fondazione Biblioteca di via Senato. Articolista del settimanale Il Domenicale(2005/2006). Promotore editoriale presso Mursia e svariate agenzie di comunicazione -Armando Testa, Saatchi and Saatchi, Loewe Pirella, Leo Burnett et cetera (2007). Assistente personale del gallerista Massimo Carasi (The Flat Massimo Carasi, Milano) e dell'artista Anna Valeria Borsari (Fondazione Ar.Ri.Vi - Archivio Ricerche Visive, Milano). Publiredazionali in agenzia di pubblicità specializzata nel settore librario e bibliotecario (Argentovivo srl, Milano). Archivista presso Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco di Milano (2004) e Ciessevi, Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Milano (2003). Laureato in Filosofia, vivo e lavoro a Milano.

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