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Cultura / Idee

L’onestà non basta

Negli ultimi tempi, forse negli ultimi venticinque anni, la politica italiana, con la piena complicità dell'opinione pubblica, si è concentrata quasi esclusivamente sul tema dell'onestà. L'onestà, dopo il terremoto politico di Tangentopoli, si è configurata come il carattere specifico della politica nostrana, come il centro della vita pubblica italiana.
La politica, nel corso degli anni, si è infatti ridotta alla questione morale – maschera non troppo riuscita di un grave vuoto programmatico e ideale –, trasformandosi, infine, in puro moralismo. Questo processo ha raggiunto il suo apice con l’avvento del movimento 5 stelle e con la sua concezione garrula di onestà. I pentastellati tramite un processo riduzionistico, hanno ridefinito la politica come spazio esclusivo della gente onesta.

Per comprendere questo processo, ormai consolidato, è bene fare un passo indietro tornando al triennio 1992-1994. In questa fase di crisi dei partiti, il circuito mediatico-giudiziario, a fronte dei numerosi scandali venuti alla luce dopo l'arresto del socialista Mario Chiesa, svolse una feroce critica al ceto dirigente che aveva governato l'Italia nel dopoguerra. Questi attacchi, inizialmente concepiti per rinnovare un sistema bloccato per complesse ragioni storiche (conventio ad excludendum e conseguenze dei patti ciellenistici), ebbero un effetto dirompente sul rapporto tra gli italiani e la politica. L’eterogeneo blocco mediatico-giudiziario fu in grado di sollevare ampi strati dell’opinione pubblica – già fiaccata da un certo malcontento per l’inefficienza del sistema politico –, contro i principali partiti di governo, senza distinguere tra innocenti e colpevoli; e soprattutto colpì indiscriminatamente la politica, rappresentata mediaticamente come il luogo del malcostume.
Vedere sfilare i principali leader politici nelle aule di tribunale, probabilmente, ebbe un risvolto emozionale di grande rilievo, che accelerò il processo di degradazione della Prima Repubblica. Da quel momento la politica, sia a causa delle proprie colpe legate al finanziamento illecito ai partiti e ad atti corruttivi, sia a causa di un circuito mediatico-giudiziario spietato, si ridusse e fu ridotta a sterile moralismo.

Specificato questo aspetto genetico, è bene capire cosa definisce un politico e di cosa necessiti la politica italiana odierna, a fronte di una campagna manipolatoria che richiede la sola onestà. A questo fine giova rileggere un classico del pensiero liberale: Benedetto Croce. Il Croce di «Etica e politica» dimostra quanto sia dannosa la presenza di uomini comuni, ma onesti, prestati alla politica; e illustra magistralmente che la gestione della cosa pubblica è in primis una sfera dell'agire che richiede capacità e competenza. Seguendo il ragionamento di Croce, la politica è simile alle altre sfere dell'agire umano, in quanto richiede capacità proprie dell'ambito in cui si opera:

«Ma che cosa è, dunque, l’onestà politica? – si domanderà. L’onestà politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze. «È questo soltanto? E non dovrà essere egli uomo, per ogni rispetto, incensurabile e stimabile? E la politica potrà essere esercitata da uomini in altri riguardi poco pregevoli?». Obiezione volgare, di quel tale volgo (coloro che richiedono la sola onestà), descritto di sopra. Perché è evidente che le pecche che possa eventualmente avere un uomo fornito di capacità e genio politico, se concernono altre sfere di attività, lo tenderanno in proprio in quelle sfere, ma non già nella politica. Colà lo condanneremo scienziato ignorante, uomo vizioso, cattivo marito, cattivo padre, e simili; a modo stesso che censuriamo, in un poeta giocatore e dissoluto e adultero, il giocatore, il dissoluto e l’adultero, ma non la sua poesia, che è la parte pura della sua anima, e quella in cui di volta in volta si redime»

L'onestà, quindi, da sola non basta; e non può essere mai disgiunta dalla capacità politica. La sola onestà può fornire buoni uomini, ma mai veri politici.
E la Storia è lì a dimostrarlo.

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Foto del profilo di Martino Loiacono
Laureato in lettere moderne, con un debole per la Storia contemporanea e per la politica. Liberale.

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