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Economia e Fisco / Energia e Ambiente / Idee

Siamo l’Italia o un Paese del terzo mondo?

Un recente articolo della BBC pone, già dal titolo, una domanda che a mia volta pongo a me stesso, ma che vorrei rivolgere al Sindaco di Roma: perché il Comune di Roma invia treni pieni zeppi di spazzatura in Austria?

L'articolo inizia così: “Roma sta combattendo a fatica con la gestione di una crisi dei rifiuti mentre l'Austria vanta ampia capacità in un impianto di termovalorizzazione vicino Vienna. Un accordo è stato quindi siglato. Gli italiani pagheranno la società austriaca EVN per lo smaltimento di 70.000 tonnellate di rifiuti prodotti quest'anno dalle famiglie romane”.

Non mi interessano le spiegazioni di circostanza di un problema che è di natura strutturale, coinvolge senz'altro più amministrazioni cittadine, e racconta una storia di fallimento dello Stato. Sono profondamente indignato. Per tre motivi.

  1. Mi rifiuto di pensare che il mio Paese, l'Italia, debba ricorrere ad espedienti di questo tipo (accordi bilaterali con Paesi terzi) per gestire una situazione che sarebbe (a questo punto, il condizionale è d'obbligo) in grado di gestire autonomamente, date le risorse (capitale umano, tecnologico, economico) a disposizione. Peraltro, nulla di nuovo sotto il fronte: da Napoli a Palermo, il “modello Austria” è una garanzia.

  2. La malamministrazione romana ricade sul portafoglio di tutti gli italiani. Si, perché il debito del Comune di Roma è sotto il controllo della Gestione commissariale dal 2008 con un Commissario Straordinario nominato dal Governo atto a verificare il piano di rientro del debito. Un debito mostruoso che nel 2016 aveva superato quota 12 miliardi di Euro e che costerà allo Stato 15 miliardi di Euro dal 2011 al 2040.

  3. Oltre il danno, la beffa. Gli austriaci, racconta la BBC, trasformano le migliaia di tonnellate di spazzatura in energia elettrica, la quale viene utilizzata da 170.000 abitazioni nella regione della Bassa Austria. Da fatto, i contribuenti italiani stanno finanziando la produzione di energia elettrica dei cittadini austriaci. 

Suonerò provocatorio e probabilmente sto esagerando, eppure l'indignazione crescente mi porta a pensare alle centinaia di accordi bilaterali firmati tra l'Italia e quei Paesi in via di sviluppo che necessitano beni o servizi di prima necessità, oppure ad alto valore tecnologico. In quel caso, è l'Italia il Paese fornitore, il Paese “ad economia avanzata”. In questa vicenda, è l'Italia il Paese arretrato.

Mi auguro che la Capitale d'Italia torni ad essere motivo di orgoglio, e non di imbarazzo. La competenza e la serietà prima di tutto. 

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Proudly Italian. PhD in Geopolitics, business development manager, board member of https://t.co/qOk69Ih971 and the Asian Century Institute.

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