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Idee

Libertà in Italia: Stato tiranno e schiavo. L’esempio degli avvocati

Libertà è una parola che lo Stato Italia sembra odiare.

Ne ha paura probabilmente. Non riesce ad uscire dal pregiudizio che tutto debba essere controllato, monopolizzato, "altrimenti...". Paura che un supposto eccesso di libertà provochi diseguaglianza. E alla paura troppo spesso si somma l'invidia verso chi riesce ad avere successo grazie alla libertà stessa.

Necessariamente, il difensore da questi "pericoli" non può che essere lo Stato. Questo, oltre ad essere interpretato da molti (troppi) come un ammortizzatore sociale, è sempre di più un grande monopolista e stritolatore della libertà.

Anziché un promotore di sviluppo, un correttore di patologie, un terreno fertile per la maturazione delle migliori messi, lo Stato Italia è un anacronistico tiranno. Tiranno centralista, contro un federalismo vero, responsabile ed efficace come poteva essere quello di Miglio. E pure bugiardo, avendo spacciato per federalismo quel pasticcio creato con la modifica, nel 2001, del Titolo V della Costituzione. Anacronistico perché ancora legato alla centralità dell'entità statale, in un'epoca di superamento di certe ideologie e categorie. Estorsore, con le sue pesanti imposte votate all'invidia per chi ha successo.

Tiranno monopolista. Questo forse è il guaio più grosso. Non solo perché hanno "vinto i tassisti" o perché vengono osteggiate tutte le nuove forme di imprenditoria o di mercato. Ma anche perché monopolizza le autorizzazioni e le licenze per fare qualunque cosa, svolgere qualunque mestiere, esercitare qualsiasi attività. Quindi anche un tiranno arrogante, che crede che le scelte che obbliga a fare siano quelle giuste per forza. E, in virtù di questo, senza le sue autorizzazioni, non si è nessuno.

Parlo a titolo di studente di Giurisprudenza. Una volta concluso il corso di studi, chi è come me sarà sottoposto ad una serie di barriere prima di poter diventare avvocato. La tendenza legislativa è quella di mantenere una casta. Praticamente un altro monopolio, voluto da chi avvocato lo è già. La logica è sempre che lo Stato decide, in tal caso, chi può esercitare la professione forense. Dopo la laurea, è previsto, per chi desideri diventare avvocato, un corso di formazione (non troppo lusinghiero per le università che hanno appena sfornato i dottori in diritto), il tirocinio e l'esame. E, una volta passato, la Cassa Forense penserà ad eliminare chi non può permettersi, avendo appena iniziato, i contributi da versare.

Questo è solo un esempio.

La mentalità è votata alla chiusura. Al mantenimento di logiche di posizione. A rendere sicure le rendite di qualcuno, a prescindere dal merito. E oltre che tiranno verso chi potrebbe farlo fiorire, si dimostra schiavo di chi invece vive di simili rendite. Schiavo dell'assistenzialismo, delle caste e di chi nasconde dietro alla sicurezza la prepotenza. Altro che schiavi dell'Unione Europea e idiozie simili: se l'Europa e la sua disciplina antitrust non ci fossero, la nostra condizione sarebbe ben più miserabile!

Il masochismo che contraddistingue una linea politica simile potrebbe far implodere l'Italia e renderla più debole di quanto già non sia. Lo Stato sta mortificando tutte le più grandi potenzialità, i migliori uomini e le migliori donne di cui invece potrebbe gloriarsi. 

John Locke diceva che gli uomini hanno diritto di ribellarsi contro i tiranni. Energie PER l'Italia può davvero essere l'attore di questo diritto di resistenza, per detronizzare chi ha paura del confronto e dell'emersione dei più meritevoli. Insomma, può essere la via per sconfiggere chi esercita la tirannia e la chiama "eguaglianza".

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