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Idee

Libero/ Parisi in campo: voglio il 10%

Enrico Paoli - Libero

Le coordinate tracciate sin qui da Stefano Parisi danno come risultato un punto d'intersezione che potrebbe rivelarsi importante per quell'area politica che i sondaggisti definiscono dell'astensione. O del non voto. Perché «Energie per l'Italia», che si ritroverà domani a Roma per tirare le fila del lavoro iniziato a Milano con il primo Megawatt, resta «nettamente alternativa a Renzi, che ha deluso profondamente», e vuole essere la quarta casa del centrodestra. Ovviamente l'obiettivo è quello di dare una «casa politica nuova» a chi non vuole finire con «i 5 Stelle». Dunque i moderati. E così è arrivato il momento di «comunicare l'identità e il posizionamento» di «Energie per l'Italia». «Siamo un grande movimento», ha spiegato Pari-si, fondatore e leader, qualche giorno fa ai microfoni del programma di Radio Rai Uno Un Giorno da Pecora, «che sarà il punto di riferimento della politica italiana per i prossimi 20 anni. All'Ergife di Roma, per la conferenza nazionale, ci saranno molti volti nuovi e tantissime persone. E, alle prossime elezioni, possiamo arrivare prendere i11096*. Un traguardo ambizioso quello di Parisi, ma non impossibile, soprattutto se le linee tracciate saranno in grado di intercettare i delusi. Tanto nel centro sinistra quanto nel centro destra, punto di partenza del movimento. «In questo momento i parametri destra o sinistra sono quello che sono, oggi si diluiscono sempre di più», spiega Parisi, «noi, ad esempio, siamo per tagliare la spesa pubblica in modo drastico». Proposta che, più o meno, in questa fase fanno in molti. «Non è vero. Renzi, per esempio, attraverso il suo ministro della Pubblica Istruzione, propone l'assunzione di ulteriori 25mila insegnanti. Questo migliora la scuola o garantisce il posto di lavoro ai sindacati?», si chiede Parisi, «il problema non è la stabilita, ma la qualità dell'insegnamento». Un tema che sarà al centro della kermesse romana. E poi c'è l'Europa «che va ricostruita e non gettata via», secondo quanto prevede il programma di Energie per l'Italia. Per fare questo, però, non occorre uscire dall'euro, che ridurrebbe il Paese sul lastrico, ma dire la verità agli Italiani. «L'euro fu introdotto a condizioni per noi molto svantaggiose ma uscirne sarebbe un dramma sociale», rimarca il documento precongressuale del Movimento guidato da Parisi, «i nostri risparmi sarebbero sva -lutati, i nostri redditi dimezzati. Significherebbe rinunciare al nostro futuro». E l'Italia ha più che mai bisogno di futuro certo. A Roma è previsto l'arrivo di migliaia di sostenitori, militanti e volontari che avranno l'occasione di confrontarsi sui temi caldi del momento, in modo da strutturare il Movimento in vista delle elezioni politiche. E proprio perché le urne sono una prospettiva non troppo remota Parisi, ospite di Otto e Mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, ha ribadito che «con la Lega lepenista non mi alleerò mai. Ero più d'accordo con la Lega federalista». Ovviamente il convitato di pietra di ogni ragionamento resta Silvio Berlusconi. «Il Cavaliere mi ha chiesto di occuparmi di Forza Italia e gli ho detto di no, gli ho detto che sarebbe stato meglio creare un movimento nuovo», spiega il leader di Energie per l'Italia, «Berlusconi non lo vedo da molto tempo». Infine uno sguardo al dibattito di questi giorni, che farà discutere. «I vitalizi danno una garanzia al futuro di persone che hanno lavorato», spiega Parisi «il tema semmai è quello della sobrietà. Ma la politica deve tornare a parlare di problemi seri». E il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, dovrebbe lasciare il posto perché «inadeguata».

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