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Liberali e popolari, ora una nuova casa

Intervento di Stefano Parisi su Il Mattino

Caro direttore, oggi l'Italia vive un rischio molto alto. La crisi dei partiti ha generato una profonda crisi dello Stato, un drammatico indebolimento della nostra economia, profonde ingiustizie sociali e una gravissima crisi di sfiducia degli italiani verso la politica. Il rischio oggi è che al voto alle prossime elezioni prevalga la rabbia e l'indignazione. La lettura dei giornali in questi giorni su quanto sta accadendo in Parlamento, non contribuisce certo a riportare dignità e credibilità alla politica. Tiene banco lo sfaldamento del "centro" e l'agitazione frenetica di molti parlamentari. L'esperienza di Ncd all'inizio generò aspettative in tante persone. Ricordo dalla lettura dei giornali di allora di un grande evento che si tenne a Roma il 7 dicembre del 2013, con più di 10.000 persone. Sembrava che si potesse ricostruire una nuova esperienza liberale e popolare fondando un movimento politico democratico. Purtroppo quella grande attesa è andata delusa con la partecipazione al governo Renzi Nonostante la buona volontà e i buoni propositi di alcuni ministri, quella componente politica non è riuscita a frenare l'iniziativa verbosa e inconcludente del Presidente del Consiglio. Quella esperienza si è definitivamente conclusa il 4 dicembre dello scorso anno, con la sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale. Invece no. Si è voluto perseverare in un sostegno governativo privo di qualunque prospettiva.

Il contro-esodo cui si assiste è la triste conclusione di un esperienza che avrebbe potuto essere utile per la politica italiana Stiamo vivendo un paradosso. La grande maggioranza degli italiani sono orientati a votare per il centro destra ma i partiti tradizionali non sono in grado di recuperare la fiducia che avevano tra le persone solo 5 anni fa. Solo una nuova casa dei liberali popolari, riformisti, civici e federalisti può riportare al voto quegli italiani. Solo l'anima liberale e popolare forte e maggioritaria può riportare il centro destra a essere forza di governo. Mi rivolgo alle tante persone, amministratori, sindaci, parlamentari, di indubbia qualità con un forte radicamento territoriale che possono contribuire all'affermazione di una nuova casa liberale e popolare: lasciate perdere le operazioni di palazzo. Torniamo tra le persone, cerchiamo insieme di capire cosa accade alla nostra gente.

Andiamo lì dove si genera la rabbia e l'indignazione, proviamo a risolverla Oggi abbiamo tutti un dovere verso il nostro Paese: recuperare la fiducia degli italiani. Abbiamo il dovere di contrastare il rischio che la rabbia e l'indignazione prevalgano. Dobbiamo ricostruire un Paese devastato da una politica debole e priva di idee e di futuro. Abbiamo il dovere di essere una rappresentanza politica nuova, coesa, onesta, libera, riformatrice. Abbiamo il dovere di far sentire gli italiani sicuri, padroni del loro destino, forti in un Paese forte. Oggi siamo sudditi di uno Stato arrogante, costoso ed inefficiente, abbiamo il dovere di ricostruirlo su basi nuove, sulla fiducia e sul rispetto delle persone, nella valorizzazione delle nostre radici giudaico-cristiane. Abbiamo il dovere di parlare con le nostre comunità, di farle essere protagoniste della vita sociale del paese. Abbiamo il dovere di ridurre il perimetro dello Stato per liberare le energie positive delle persone, delle famiglie, delle imprese, di chi lavora e crede nella possibilità di costruire il proprio futuro. Questa è la nuova casa liberale e popolare a cui dovete guardare.

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