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Le motivazioni per il no allo ius soli

ecco il testo dell'intervista rilasciata a Rossella Verga de Il Corriere della Sera

Ius soli: non si può spaccare il Paese tra buoni e cattivi

L'automatismo è sbagliato. La tempistica pure. «Non è íl momento di allargare le maglie per la concessione della cittadinanza: íl rischio è di aprire la strada ai lupi solitari».

Il leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi boccia il testo sullo ius soli e focalizza l'attenzione sulla sicurezza. Perché dice no alla legge? «Il tema vero è che per allargare le maglie della cittadinanza serve coesione sociale, gli italiani devono capire questo passaggio. Sull'immigrazione non possiamo spaccare il Paese tra cattivi e buoni, così non risolviamo il problema».

Come si affronta la questione? «Non sono utili posizioni politiche che mirano a far approvare leggi in fretta con l'idea di salvare la qualità della legislatura, ma nei fatti ne minano l'esistenza. Dare spallate forzando un provvedimento così delicato, senza che gli italiani lo capiscano, rischia solo di aumentare la xenofobia».

Qual è l'aspetto della nuova legge che non condivide? «L'automatismo sulla cittadinanza fa sì che l'Italia diventi ancora più attrattiva. Lo scenario è che si possa trasformare nella sala parto del Mediterraneo. E sbagliata anche la tempistica della legge».

In che senso? «Non è il momento. Già c'è lo ius soli: se nasci in Italia da genitori non italiani al compimento dei i8 anni puoi fare domanda e diventi cittadino italiano. Un meccanismo che più o meno funziona così anche negli altri Paesi. C'è sempre la correlazione con una domanda e mai un automatismo. Introdurlo è pericoloso».

Quali sono i rischi? «Un simile provvedimento porta sei-settecentomila persone ad avere subito la cittadinanza: una gigantesca sanatoria in una fase storica difficile in materia di immigrazione. Ripeto: gli italiani non capirebbero e la non comprensione può far esplodere la rabbia. E poi c'è la politica che, come giustamente osserva la Cei, rischia di cavalcare la situazione per accrescere i propri voti. Da parte mia non è un tema di difesa dell'italianità ma insisto: per diventate cittadino del nostro Paese uno straniero deve esprimere una vera volontà di essere italiano».

È un attacco alla Lega? «Soffiare sull'italianità è sbagliato».

Beppe Grillo definisce la legge «un pastrocchio invotabile». «Si fanno guidare da un algoritmo, ma sono privi di contenuto. Hanno capito che la maggioranza degli italiani è contraria e cavalcano l'onda».

Invece lei? «Io dico che nessun automatismo può essere tollerato e che il punto principale è la sicurezza. Negli ultimi tre anni i ministri Alfano e Minniti hanno gestito più di 60 espulsioni all'anno. Provvedimenti scattati per motivi di sicurezza nazionale. Davanti a potenziali terroristi adesso hai la possibilità di espellerli. Ma se fossero italiani non potresti più farlo».

Sta dicendo che la legge sullo ius soli farebbe aumentare il rischio di attentati? «Il vero motivo per cui in Italia, incrociando le dita, c'è un basso tasso di attentati è perché abbiamo misure molto efficaci. In base al nuovo testo di legge verrebbe meno uno strumento importante delle forze dell'ordine per la tutela della sicurezza».

Cosa suggerisce? «Propongo di fermare l'iter per far tornare il testo in commissione. Occorre fare un supplemento di audizione ai capi dei servizi di sicurezza».

Lei ha cantato in pubblico «La libertà» di Giorgio Gaber . Non stride un po'con la chiusura sullo ius soli? «Per nulla. La sicurezza è libertà».

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